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Capodanno cinese

Capodanno cinese al via

Il Capodanno cinese è domani, ma già oggi, molti thailandesi di origine e ascendenza cinese si stanno prendendo un giorno libero dal lavoro e dalla scuola nel rispetto di questo lungo week-end non ufficiale, in coincidenza con il “nuovo anno lunare”.
A livello internazionale infatti, il primo giorno ufficiale del Capodanno cinese è domani, 19 febbraio, che nell’emisfero occidentale coincide con la prima luna crescente del nuovo mese.
Tuttavia, secondo il calendario lunare Thai, che deriva da antiche osservazioni lunari indiane e cinesi, la prima luna crescente del nuovo mese (Keun neung kum คื้ น หนึ่ง ค่ำ in tailandese), si osserva oggi, 18 febbraio.
Nella tradizione cinese, oggi è conosciuto come Chuxi, l’ultimo giorno dell’anno, mentre domani, 19 febbraio, è noto come Chuyi, il primo giorno del nuovo anno.
Quindi, molti thailandesi di origine cinese iniziano i loro festeggiamenti per il capodanno cinese già da oggi.
Per i prossimi giorni, fino alla fine settimana, le famiglie cinesi di tutto il mondo si riuniranno, dopo aver pulito le loro case, per celebrare la festa e organizzare piacevoli brevi viaggi.
I festeggiamenti del capodanno cinese in Thailandia cominciano oggi per poi finire domenica, per potere tornare infine a scuola o al lavoro da lunedì, 23 febbraio.
Durante questo periodo dell’anno in cui si celebra il Capodanno cinese, che è anche popolarmente conosciuto come “Il Festival di Primavera” in tutta la Cina, nelle China Town di tutto il mondo e anche naturalmente nel centro storico di Phuket Town dove risiedono numerosi commercianti di etnia cinese, le strade e le case, vengono festosamente decorate con le tradizionali lanterne cinesi.
Tradizionalmente, la festa del Capodanno cinese, ha una durata di quindici giorni, il tempo che intercorre per arrivare alla prima luna piena del nuovo anno cinese, una festività segnata dal tradizionale Festival delle Lanterne, che quest’anno cade il 4 e 5 marzo.
A Phuket, lo spirito di festa sarà vivo per le prossime settimane e vi saranno diversi eventi caratteristici legati ai festeggiamenti per il Capodanno cinese, un buon motivo per i turisti che stanno trascorrendo le loro vacanze nell’isola, per godere di uno spettacolo insolito.
In coincidenza quest’anno con il week-end del nuovo anno lunare, al tempio Wat Chalong è prevista la tradizionale fiera, con un previsto bagno di folla, con le luci, il cibo, lo shopping e i divertenti giochi, il tutto già operativo e con durata prevista per tutto il weekend, fino alla conclusione dell’evento stabilita per questa domenica, 22 Febbraio.
Altre feste sono previste nel cuore di Phuket Town, per il prossimo giovedì 26 febbraio, con l’inizio del Festival della Città Vecchia di Phuket, evento che partirà con una parata nel tardo pomeriggio, un percorso di strada a piedi in pieno centro storico, per concludersi Sabato 28 Febbraio, prima del solito Lardo Yai “Walking Street”, ovvero il mercato nella notte di Domenica, 1 marzo che prolungherà i festeggiamenti.
Per tutti voi, felice Anno della Capra, il nuovo segno che dopo il Capodanno cinese subentrerà al precedente Anno del Cavallo.

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Auguri al Re Bhumipol Adulyadej

Conoscete Bhumipol Adulyadej, il re della Thailandia?

Oggi 5 dicembre 2014, si festeggiano gli 87 anni di re Bhumipol Adulyadej, conosciuto come Rama IX della dinastia Chakri, nato a Cambridge negli Stati Uniti nel 1927 e asceso al trono del Regno della Thailandia nel lontano giugno del 1946. 
Il Paese, come tutti gli anni, lo festeggia con migliaia di bandiere sventolanti dovunque, con canzoni, danze e spettacoli teatrali, con sontuosi fuochi artificiali e con folle entusiaste che inneggiano al Re Bhumipol Adulyadej ad ogni angolo di strada.
Il suo compleanno è anche la data in cui, in Thailandia, si festeggia la “Festa del papà”, così come, il compleanno della Regina, è la data in cui si festeggia la festa della mamma.
Diventato re in circostanze eccezionali, in pochi anni Bhumipol Adulyadej è riuscito ad impersonare un ruolo fondamentale nella vita politica e nell’immaginario collettivo della nazione, trasformando l’istituzione monarchica, allora impopolare, discreditata e sull’orlo dell’abolizione, nella componente centrale dello stato thailandese.
L’eccezionale popolarità di quest’uomo speciale, con il suo carattere schivo e riservato, è stata costruita a partire dagli anni Cinquanta attraverso una intensa azione di provvedimenti per migliorare le condizioni di vita del popolo, con visite frequenti fra i contadini delle regioni più povere e disagiate del Regno e una “Santa Alleanza” con il potentissimo esercito, alleanza che dura ancora oggi e che risale ai tempi del maresciallo Sarit Thanarat, che ha governato la Thailandia dal 1959 al 1963, grazie a uno dei numerosi colpi di Stato che si sono succeduti nella storia del Paese asiatico.
La restaurazione della monarchia va collegata al bisogno, indispensabile nell’epoca storica in cui si è verificata, di avere un’ideologia da contrapporre a quella comunista allora in forte ascesa, per proteggere le classi dominanti e continuare a sviluppare il capitalismo thailandese attraverso gli investimenti nordamericani.
All’apice della Guerra Fredda infatti, la Thailandia rappresentava una dei principali alleati statunitensi nella regione del sud-est asiatico, ma gli aristocratici, l’esercito e i capitalisti asiatici, avevano bisogno di un forte simbolo nazionale che apparisse non straniero, non americano.
La monarchia, rappresentata da Bhumipol Adulyadej, assunse proprio questo ruolo chiave per gli equilibri politici dell’epoca.
Grazie agli aiuti economici americani e della Banca Mondiale, il Sovrano thailandese Bhumipol Adulyadej, ha cercato di migliorare le condizioni di vita nelle campagne, con opere pubbliche, progetti di sviluppo, programmi di scolarizzazione e opere di beneficenza.
Oggi Bhumipol Adulyadej è il sovrano regnante più longevo al mondo e, secondo il britannico The Independent, anche il più ricco, con una fortuna stimata di 23 miliardi di euro, mentre secondo la rivista statunitense Forbes, nel 2010 il patrimonio personale di Bhumipol Adulyadej, si aggirerebbe sui 30 miliardi di dollari, anche se queste stime comprendono terreni a Bangkok che la famiglia reale sostiene non siano di sua proprietà. Lo stesso Bhumipol Adulyadej ha fatto donazioni per la realizzazione di numerosi progetti di sviluppo in Thailandia, in particolare nei settori agricolo, ambientale, della salute pubblica, della promozione del lavoro, delle risorse idriche, delle comunicazioni e del benessere pubblico.
Per questo è così amato dal suo popolo, per questo questo uomo schivo e riservato è un simbolo trasversale riconosciuto da tutti di unità nazionale.
Normalmente, nella giornata in cui si festeggia il compleanno del Sovrano, c’è il divieto di vendita degli alcolici, ma quest’anno il divieto è stato “alleggerito”, passando da obbligatorio a consigliato.
Buon compleanno e lunga vita allo speciale Re thailandese Bhumipol Adulyadej.

Zingari del mare

Gli Zingari del mare

Gli Zingari del mare sono una tradizione e rappresentano uno spirito che i membri della comunità hanno ereditato dai loro antenati, uno spirito ancora vivo a Phuket, sebbene l’isola sia diventata abbastanza moderna avvicinandosi al concetto di metropoli con il suo traffico costante i moderni centri commerciali ed i locali alla moda.
Gli zingari del mare sono i vecchi abitanti di Phuket anche conosciuti con il nome di (Chao leh). Essi possono essere suddivisi in tre gruppi: gli Urak Lawoi (la tribù principale dell’isola) i Moken e i Moklen.
Questi tre tribù vivono in località di mare intorno all’isola.
Gli Urak Lawoi, la tribù più numerosa degli zingari del mare, vivono a Rawai beach, dove i turisti si recano per acquistare e consumare il pesce fresco che viene da loro venduto sul molo mentre i Moken vivono sia in spiaggia a Rawai e a sia a Thachatchai nel distretto di Thalang mentre i Moklen risiedono in Laem-la.
Ogni tribù degli zingari del mare, si distingue per la loro lingua, la cultura e lo stile di vita.
Chanwit Saiwan, 35 anni, dipendente di una ONG che lavora con gli zingari del mare da anni, ha spiegato che Urak Lawoi in lingua Malay significa “gente di mare”. Il nome Thai ufficiale per gli Urak Lawoi è “Mai Thai” (New Thai).
“Lo stile di vita può rivelare l’appartenenza alle varie tribù. Gli Urak Lawoi sono flessibili, vivono con le altre persone thailandesi, socializzano, vanno a scuola e accettano le altre culture. Gli altri zingari del mare, i Moken e i Moklen sono invece più riservati e meno propensi ad integrarsi. Sono più timidi e soprattutto vivono all’interno della loro comunità e non vanno a scuola.”
Gli zingari del mare hanno una loro lingua ed un loro tipico stile di vita, la tribù ha una cultura ed una tradizione che si tramanda da molte generazioni ed è conservata diligentemente dai suoi anziani, per evitare che vada perduta con le nuove generazioni.
“Siamo preoccupati per il mantenimento delle tradizioni, anche se teniamo cerimonie per ogni occasione, come ci è stato insegnato dai nostri antenati”, ha dichiarato Ngim Damrongkaset, 69 anni, un membro degli Urak Lawoi a Rawai, che ha vissuto qui tutta la sua vita.
Alla richiesta di spiegare la sua cultura e le cerimonie tradizionali del suo villaggio, il suo viso si è illuminato di soddisfazione.
“Ci sono molte cerimonie importanti per noi zingari del mare, cerimonie che noi manteniamo severamente inalterate. Principalmente, le cerimonie insegnano il rispetto ai padri, ai maestri spirituali e agli spiriti benefici”.
Gli zingari del mare di ogni tribù credono nella vita dopo la morte. Seguono la religione buddista come scritto sulle loro carte di identità, ma in realtà le loro convinzioni di base ruotano attorno allo spirito degli antenati e degli angeli, che credono li proteggano dalla sfortuna.
“Intorno ad aprile, maggio o ottobre di ogni anno (a seconda del loro calendario astrologico), celebriamo il Balai, una cerimonia in cui tutto il paese si riunisce per rendere omaggio allo spirito degli antenati”.
Lo sciamano del villaggio, Moh Rih, presiede e conduce sempre la cerimonia seguendo la Tradizione degli zingari del mare.
“Gli abitanti del villaggio durante i cerimoniali, preparano il riso con la curcuma e il pollo alla griglia, mentre lo sciamano deve preparare le candele, spuntare il riso e il pollo bianco, preparare il betel, (le foglie essiccate della palma Nipa con qualche principio psicotropo) e l’acqua che deve essere chiara e pura.”
Prima di esprimere rispetto allo spirito degli antenati, lo sciamano conduce gli abitanti a rendere omaggio alla dea “Mae Ya Nang”, protettrice delle barche, divinità che si ritiene protegga tutti gli zingari del mare dai problemi o dal rischio di incidenti.
In seguito, lo sciamano porterà tutti al cimitero del paese, che è stato costruito più di tre secoli fa.
Il cimitero è un ampio spazio con una casa tradizionale degli spiriti accanto all’altare cerimoniale in cui verrà celebrato il Balai.
“Lo sciamano preparerà tutto sul tavolo, ligio al culto degli antenati, pregando in una lingua antica degli zingari del mare che ha imparato dal suo maestro”, ha detto Ngim.
Dopo la cerimonia del Balai, c’è una cerimonia collettiva nel centro del paese, lo spazio in cui gli abitanti del villaggio tengono sempre le cerimonie e le altre attività sociali di intrattenimento.
“Mo Rhi, lo sciamano darà inizio alla cerimonia intorno alle 02:00. Egli preparerà fiori di cocco, fiori di betel, argento e oro (artificiale), riso crudo, gomma, candele e un coltello, mentre gli abitanti del villaggio devono preparare tre limoni, due foglie di betel, sette diversi colori di archi, una candela e una moneta da 1 Bath di rame con un buco nel mezzo usata solo per questo.
La cerimonia continuerà fino alle 6 del mattino, quando gli abitanti del villaggio dovranno poi fare la doccia con l’acqua santa ricavata dal cerimoniale dello sciamano.
“Ognuno degli abitanti ha un vaso ricolmo di acqua che dopo la cerimonia useranno per farsi la doccia, in maniera di espellere tutte le cose brutte da loro stessi. Successivamente devono girare il vaso a testa in giù prima della conclusione della cerimonia. In seguito, gli abitanti del villaggio avranno bandiere bianche e riso alla fine del Balai.
La bandiera bianca va tenuta conservata in casa e il riso deve essere disperso in casa per tre giorni, per ottenere buona fortuna “.
Fra gli zingari del mare, ci sono altre cerimonie come la pulizia del cimitero, a cui partecipa tutto il paese. Anche una piccola cerimonia si svolge durante la pulizia, per mostrare rispetto per i loro defunti. Essi devono preparare riso di tre diversi colori,- giallo, bianco e nero – per ingraziarsi gli spiriti.
Come come è forte la convinzione della vita dopo la morte e dell’esistenza degli spiriti fra gli zingari del mare, così è forte la convinzione che anche la loro barca, “Pla Juk”, debba essere realizzata con i materiali sacri, per realizzare barche capaci di trasmettere lo spirito della loro famiglia da un altro mondo.
Il legno Wintergreen(una pianta a bassa crescita con una fioritura di fiori bianchi a forma di campana.) utilizzato a questo scopo, è normalmente utilizzato anche per la scultura. Rappresenta il loro antenato che è venuto da diverse radici per proteggerli.
L’uccello disegnato sul fianco delle barche, rappresenta “Toh Burong”, uno spirito che può fermare la pioggia e temporali.
Durante la cerimonia, vi è anche la danza locale con gli strumenti musicali tradizionali degli zingari del mare come il Rammana, (uno strumento a percussione) e si balla il “Rong Ngeng”, una danza tradizionale degli zingari del mare che è conosciuta in tutto il Regno di Thailandia.
Il Rong Ngeng è uno spettacolo tradizionale. Le donne che ballano e cantano il Rong Ngeng devono indossare una camicia a maniche lunghe chiamata Ban Tong, con un lungo sarong e una sciarpa colorata. Gli uomini invece, devono indossare un turbante, camicia a maniche lunghe e pantaloni con un panno attorno alla vita.
“Siamo preoccupati perché i nostri figli vanno a scuola e, naturalmente, assorbono le diverse culture dal mondo esterno motivo per cui sembrano interessati di meno alle nostre radici”, ha detto Amnouy.
“Stiamo cercando di insegnare loro la lingua, le cerimonie e gli spettacoli tradizionali ma siamo consapevoli che il mondo moderno è in continua evoluzione. Ci sono ancora alcuni ragazzi che praticano il Rong Ngeng nella mia band, ma non sono così tanti come prima. Stiamo cercando di rendere i nostri figli attaccati alle loro radici, anche se sappiamo che è difficile. Abbiamo anche bisogno di un aiuto da parte delle autorità locali per sostenerci. Se perderemo la nostra cultura e la nostra tradizione, perderemo le nostre origini e, alla fine, i nostri bambini dimenticheranno chi sono. E’ una prospettiva di futuro triste, se visto dall’ottica di un vecchio zingaro del mare come me. “, ha concluso il signor Ngim.

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Loi Krathong in Thailandia

Al via le celebrazioni del Loi Krathong

Il Loi Krathong si svolge la sera della luna piena del 12 ° mese del calendario lunare tradizionale thailandese. Nel calendario occidentale questo di solito cade nel mese di novembre. Quest’anno il Loi Krathong si festeggia il 7 di novembre.
Secondo il dizionario, loi (ลอย) significa “galleggiare”, mentre Krathong (กระทง) ha vari significati, come ad esempio “decorazione galleggiante” “fluttuante corona”, “barca galleggiante”.
I Krathong tradizionali sono costituiti da una porzione del tronco di un albero di banane ma i Krathong moderni sono più spesso fatti di pane o polistirolo. Un Krathong di pane si disintegrerà dopo pochi giorni e può essere mangiato dai pesci e anche le parti interne composte dal gambo e dalle foglie del banano, sono biodegradabili. I Krathong di polistirolo invece, sono a volte vietati, in quanto inquinano i fiumi e possono richiedere anni per decomporsi. Un Krathong è generalmente decorato con foglie di banano finemente piegate, bastoncini d’incenso e una candela. A volte, anche una piccola moneta è talvolta inclusa nel Krathong come offerta agli spiriti del fiume.
Nella notte di luna piena, i thailandesi rilasciano il loro Krathong su un fiume, un canale o un laghetto, esprimendo un desiderio. Il Loy Krathong rappresenta un evento importante anche per le giovani coppie, che durante questo giorno hanno l’occasione di esprimere un desiderio per il loro rapporto.
Si pensa che il loro amore durerà per tutta la vita, se i loro Krathong viaggeranno in coppia.
Gli uffici governativi, le principali aziende e altre organizzazioni, lanciano grandi Krathong decorati. Ci sono anche concorsi per premiare il miglior Krathong, una consuetudine diventata comune negli ultimi anni assieme ai fuochi d’artificio.
Secondo la tradizione, la candela venera il Buddha con la sua luce, mentre la parte galleggiante del Krathong simboleggia il lasciare portare via dalla corrente del fiume, tutte le proprie emozioni negative come l’odio, la rabbia e i sentimenti impuri.
Alcune popolazioni, a volte, si tagliano le unghie o i capelli e li posizionano sul Krathong per allargare il concetto di rigenerazione e di liberazione dal passato.
Molti Thai utilizzano il Krathong per ringraziare la dea delle acque, Phra Mae Khongkha ( พระ แม่ คงคา).
Questa festa si svolge anche in Malesia che festeggia il Loi Krathong allo stesso modo della Thailandia, soprattutto nella zona di Tumpat e anche in Laos, dove la tradizione di Yi Peng è stato adottata da alcune parti del Laos già nel corso del 16 ° secolo. Il Loi Krathong coincide con la festa Lanna del nord della Thailandia, specialmente a Chang Mai dove migliaia di lanterne di carta vengono rilasciate a coprire il cielo in uno spettacolo indimenticabile.
Sciami di lanterne del cielo (โคมลอย letteralmente: “lanterne galleggianti”), vengono lanciati in aria e questa moltitudine di lanterne possono creare anche problemi per il traffico aereo.
La Thai Airways International ha infatti adeguato il suo programma di volo e ha temporaneamente sospeso alcuni voli a nord della Thailandia durante il periodo del Loi Krathong Festival dal Mercoledì al Venerdì (5-07 Novembre) come riportato dagli organi di informazione.
Durante il festival, la gente ama anche decorare le loro case, i giardini ed i templi con lanterne di carta che assumono forme diverse, lanterne che sono ormai una caratteristica di Chang Mai.
E’ proprio nella bellissima città turistica del nord del Paese, l’antica capitale del primo regno di Lanna, dove si possono ammirare le più elaborate creazioni di questa arte. Per coloro che hanno la fortuna di soggiornare in Thailandia in questo periodo, lo spettacolo è assicurato.

Festival Vegetariano Phuket

Festival Vegetariano Phuket

Le manifestazioni per la consueta ricorrenza del “Festival Vegetariano Phuket”, sono in programma quest’anno dal 24 Settembre al 2 di ottobre.
Si tratta di una festa di origine cinese in grado di dispensare fortuna a coloro i quali religiosamente osservano i riti che vengono svolti in questo contesto per celebrare la Quaresima Taoista – Taoist Lent.
La tradizione è nata nel 1825 quando un gruppo itinerante di attori teatrali di etnia cinese, fu chiamato a Phuket per eseguire spettacoli di intrattenimento per i tanti minatori cinesi che lavoravano nelle miniere di stagno, allora numerose sull’isola.


Questi attori furono colpiti da una misteriosa malattia e ciò fu attribuito al fatto di non aver onorato nel modo giusto le due divinità taoiste di Kiew Ong Tai e Yok Ong Sone.


Fu allora somministrata a loro una dieta vegetariana per propiziarsi gli Dei e la malattia nel giro di una settimana scomparve.

Gli abitanti locali attribuirono il merito di questa guarigione miracolosa alla dieta propiziatoria e istituirono una cerimonia annuale che inizia prima del nono mese lunare cinese per proseguire per diversi giorni, generalmente nove, con l’obiettivo di portare fortuna ai singoli e alla comunità, tradizione ancora attuale e conosciuta come “Festival Vegetariano Phuket”.


Durante il periodo in cui si svolge il “Festival Vegetariano Phuket” si può assistere a diverse cerimonie, per lo più tenute nei santuari, ma anche in processioni di strada con l’immancabile accompagnamento di tamburi e fuochi d’artificio che più intensi sono e meglio è, dal momento che si crede che il rumore allontani gli spiriti maligni.
Ma l’aspetto più impressionante del “Festival Vegetariano Phuket”, è dato dalle auto-torture volontarie a cui si sottopongono i partecipanti. Questa è la parte delle manifestazioni del “Festival Vegetariano Phuket”, più documentata da fotografi e videooperatori professionali o improvvisati ed è per questo, anche la più conosciuta al pubblico.
Si va dalla camminata sui carboni ardenti all’ arrampicata sulla scala tagliente senza dimenticare il bagno nell’olio bollente.
Il rito più cruento del “Festival Vegetariano Phuket”, è quello della flagellazione, dove sin dall’alba i giovani eletti entrano in uno stato di trance, intonando una cantilena e vestendo grembiuli recanti simboli Taoisti, pronti per partire per la processione trafitti nelle guance, nei capezzoli e altre parti del corpo con i più disparati oggetti.
Tutte le cerimonie sono accompagnate dal canto Maa – Ma Song – che permette agli eletti di manifestare poteri soprannaturali, consentendogli di infliggersi autotorture finalizzate a spostare il male dagli altri individui verso se stessi e a garantire in tal modo fortuna a tutta la comunità.

I posseduti, alla fine, non mostrerebbero segni di danni fisici pesanti nonostante la durezza del processo di flagellazione.
Durante i giorni del “Festival Vegetariano Phuket”, i residenti di origine cinese (ma possono parteciparvi anche turisti orientali e occidentali) devono rispettare rigorosamente una dieta vegetariana o vegana, astenersi da ogni vizio, non mangiare carne o uccidere animali per purificarsi nel corpo e nello spirito.

Attenzione al video, contiene immagini forti che potrebbero urtare la sensibilità di molti.

Lotteria thailandese

Lotteria Thailandese

La lotteria thailandese, la “Thai Lottery” è un appuntamento ormai irrinunciabile con la Fortuna, che scandisce e accompagna la vita della popolazione del Paese del sud-est asiatico.
Nonostante il gioco d’azzardo sia ufficialmente proibito e sanzionato, la lotteria thailandese è l’unico strumento ufficiale per giocare con la buona sorte.
L’idea di una lotteria in Thailandia ci riporta indietro ai tempi antichi.
La prima lotteria thailandese, fu avviata sotto il regno di Rama V e inizialmente venne organizzata in occasione delle celebrazioni per il suo compleanno.
Successivamente, nel 1917, fu organizzata un’estrazione della lotteria thailandese per riuscire a raccogliere il denaro necessario a finanziare l’ingresso della Thailandia nella prima guerra mondiale, al fianco degli alleati e fu poi ancora nel 1932, la lotteria thailandese fu reintrodotta per finanziare le spese di attività della Croce Rossa.
La prima volta che la lotteria thailandese venne strutturata in pianta stabile, per potere generare introiti continuativi per il governo è stato nel 1934.
L’attività di estrazione dei numeri venne così assegnata alloa al Dipartimento delle Entrate e da questo disciplinata ed implementata.
Nel 1939, infine, il controllo della lotteria nazionale fu trasferito al Ministero delle Finanze, avvenimento che diede luogo alla prima estrazione regolare moderna della lotteria thailandese, avvenuta il 5 aprile del 1939 e oggi considerata come data di nascita ufficiale dell’Ufficio della Lotteria del Governo.
Attualmente, l’ufficio della lotteria thailandese, emette qualcosa come 14 milioni di biglietti e oltre, ad ogni estrazione.
Il medesimo ufficio emette inoltre, per la stessa estrazione, circa 2 milioni di biglietti ai fini di promozione sportiva e altri 7 milioni di biglietti destinati ad altre organizzazioni di beneficenza e carità.
Ogni anno, l’ufficio della lotteria thailandese, versa nelle casse del Governo, l’ammontare di oltre 4 miliardi di Bhat.
L’ufficio dispensa inoltre 440 borse di studio dall’importo di 20.000 Bhat ciascuna, versa altri 8 milioni di Bhat in opere di beneficenza e contribuisce con altri 20 milioni di Bhat alla costituzione del fondo di sostegno per il servizio civile e il personale militare, attraverso il “Welfare Council of Thailand”, e la “War Veteran Association”.
Le estrazioni avvengono ogni 15gg, il primo e il sedicesimo giorno di ogni mese solare.
Ogni biglietto è composto di due parti uguali fra loro con impresso lo stesso numero di sei cifre.
Il prezzo ufficiale è di 80 Bath per il rivenditore ma al quale vanno aggiunti poi gli introiti dell’agente che si aggirano tra i 20 ed i 40 Bhat portando il prezzo finale tra i 100 e i 120 Bath
Il primo premio è di 2 milioni di Bhat, ma sono previsti molti premi minori, 5 premi da 100.000 Bath, 10 da 40.000 Bath, 50 da 20.000 Bath e 100 da 10.000 Bath.
Inoltre ci sono premi di consolazione che prevedono 4 serie di numeri di 3 cifre(gli ultimi 3 numeri stampati sul biglietto) che vincono 2.000 Bath e una serie da due cifre(gli ultimi due numeri stampati sul biglietto) che vincono 1.000 Bath.
E’ inoltre previsto un premio di 50.000 Bath, per coloro che possiedono il biglietto con il numero prima o con il numero dopo al numero vincitore del primo premio.
Se per esempio il numero vincente il primo premio fosse 123456, i possessori dei biglietti 123455 e 123457 vincerebbero 50.000 Bath.
Oltre al Governo, anche altri Enti nazionali emettono biglietti, venduti promiscuamente a quelli del Governo ed a valere sulla stessa estrazione, e si differenziano, a parte il diverso logo, nell’importo del primo premio (3.000.000 di baht)
Esiste anche un Jackpot, che assegna altri premi ai biglietti vincenti a seconda del numero stampato in neretto sul biglietto, un numero che è diverso per ogni tagliando dei due di cui è composto.
I premi previsti vengono raddoppiati, essendo il biglietto della lotteria thailandese composto da due tagliandi inseparabili fra loro.
Da segnalare inoltre, che esistono molti biglietti con lo stesso numero, per cui se un ipotetico scommettitore comperasse cento biglietti con lo stesso numero, vincerebbe cento volte il premio eventuale.
In Thailandia è consuetudine vedere schiere di venditori di biglietti della lotteria thailandese, che girano per la strada con i loro caratteristici contenitori di legno offrendo i numeri ai passanti.
Assieme al canale ufficiale, si è sviluppato nel corso degli anni una lotteria parallela, naturalmente fuori legge, che paga cifre più alte agli scommettitori e molto popolare fra la popolazione, che insegue il mito della vincita che possa cambiare la vita, mito popolare in tutte le nazioni del mondo.
Anche gli stranieri possono acquistare i biglietti della lotteria thailandese e recarsi poi successivamente, muniti di passaporto, negli uffici preposti al pagamento .

Foto: Joey Santini©

Lavorare in Thailandia

Lavorare in Thailandia

Molti ci scrivono per avere informazioni su cosa fare per lavorare in Thailandia.
La legislazione thailandese su questo aspetto è chiara e riassume tutta la filosofia protezionista di questo popolo, che pensa a regolamentare i vari settori economici con normative che prima di tutto privilegino la popolazione locale e le merci che vengono prodotte nel loro Paese.
I cittadini stranieri che desiderino lavorare in Thailandia, si trovano di fronte una lunga lista di lavori proibiti e destinati solamente ai cittadini thailandesi.
La lista è veramente lunga e rende l’idea di quanto sia difficile lavorare in Thailandia.
Secondo la legge il lavoratore straniero, di qualsiasi nazionalità esso sia non può effettuare alcun lavoro manuale, in agricoltura, nell’allevamento di animali, lavori forestali o di pesca, nei lavori di muratura, carpenteria o altri lavori di costruzione, non può lavorare il legno come scultore, non può fare l’autista di qualsiasi mezzo meccanico, escluso il pilota di aereo internazionale, il commesso, il lavoro di venditore all’asta, non può lavorare nel taglio o nella lavorazione di gioielli, non può fare il barbiere, il parrucchiere o lavorare nei trattamenti di bellezza, la tessitura di stoffe a mano e la tessitura o la fabbricazione di prodotti derivanti da canne, rattan, canapa, paglia o bambù sono riservati ai lavoratori locali, così come la produzione di strumenti musicali thailandesi, la realizzazione di prodotti derivanti da oro, argento o lega d’oro-rame e anche del bronzo, la produzione di bambole thailandesi, la produzione di materassi o coperte, la lavorazione e la creazione prodotti di seta a mano, la produzione di immagini del Buddha, la produzione di coltelli o armi da taglio, la produzione di ombrelli di stoffa o carta, la produzione di calzature e cappelli. E’ vietato il lavoro di intermediazione compreso l’agenzia di intermediazione, con esclusione degli affari commerciali internazionali, è vietato il lavoro di ingegneria civile, escluso il lavoro altamente specializzato, il lavoro di architettura, di progettazione, di direzione lavori e consulenza, la produzione di capi di abbigliamento, è proibito lavorare con arte e ceramica o nella creazione di merce in ceramica, nella produzione a mano di sigari e sigarette. Non si può fare la guida turistica e l’autista di escursioni turistiche, il venditore ambulante, il dattilografo, il verniciatore, il cameriere, l’artigiano come per esempio l’elettricista o l’idraulico.
Come si può presumere agevolmente dalla lista dei lavori vietati agli stranieri, per lavorare in Thailandia bisogna possedere delle abilità lavorative professionali di eccellenza per potere fare i lavori più tradizionali.
Solo in quel caso infatti, è possibile per gli stranieri fare anche i lavori proibiti.
Per fare un’esempio, uno Chef internazionale può essere assunto da una Company locale, così come un Barman qualificato, oppure un manager di alto livello e un ingegnere specializzato.
A questa lista di eccezioni, si aggiungono i soggetti che svolgono servizi o missioni rientranti in accordi conclusi tra i governi esteri e le organizzazioni internazionali, compreso quelli diplomatici.
Anche i soggetti che svolgono servizi o missioni che portano benifici nel campo dell’istruzione, della cultura, dell’arte, dello sport o altre attività che possono essere utili alla crescita del Paese, possono diventare persone autorizzate dal governo della Thailandia per eseguire qualsiasi compito o missione.
Ma oltre alla lunga lista di lavori proibiti agli stranieri, per potere lavorare in Thailandia ci si deve sottoporre ad un iter burocratico costoso per regolarizzare la posizione lavorativa.
Per lavorare in Thailandia bisogna ottenere dalle autorità il “Permesso di Lavoro”, un documento indispensabile per dimostrare di possedere tutti i requisiti di legge per potere svolgere l’attività lavorativa.
E’ bene sottolineare che, se svolgete attività lavorative vietate in Thailandia, commettete un grave reato e le sanzioni previste sono pesanti, con multe salate affiancate dall’arresto con detenzione e deportazione.
Inoltre, ai lavoratori illegali, viene applicato anche l’inserimento nella blacklist, ovvero si viene inseriti nella lista degli stranieri indesiderati con il divieto di rientrare in Thailandia per periodi anche fino a 10 anni.
Chiunque voglia lavorare in Thailandia deve tenere in considerazione questa legge, anche se si decidesse di diventare imprenditore comprando una attività commerciale e quindi diventare un datore di lavoro intenzionato ad assumere personale straniero, perchè nel caso di assunzione di un lavoratore che non rispetti i requisiti richiesti dalla legge, il datore di lavoro, sarà ritenuto responsabile in pari misura al dipendente e soggetto alle stesse sanzioni.
Va osservato che per la legge thailandese non è necessario percepire uno stipendio per essere considerati lavoratori, quindi anche i volontari e coloro che effettuano lavori non retribuiti, per lavorare in Thailandia hanno bisogno dei visti e dei permessi di lavoro specifici adeguati.
La lista dei lavori vietati agli stranieri non si applica agli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza thailandese o che sono diventati residenti permanenti in Thailandia.
Per coloro che desiderino fare le pratiche necessarie per regolarizzare la propria posizione lavorativa, potete consultare la sezione del sito apposita.

Per ottenere ulteriori informazioni è utile consultare il sito dell’immigrazione thailandese

Nuovo parco acquatico

Nuovo parco acquatico a Phuket

Un nuovo parco acquatico, capace di ospitare 3000 visitatori al giorno, con piscine ed attrazioni dislocate in un’area di 6000 mq è in fase di realizzazione a Phuket.
Il parco acquatico, secondo quanto dichiarato da Levente Perjesi, il responsabile della società, Csenki Co che gestisce il progetto, sarà certamente aperto entro il Songkran prossimo.
La società che sta dietro questo investimento da 20 milioni di Euro, è una società mista ungherese e polacca, che sembra avere accelerato negli ultimi mesi la decisione di costruire questo nuovo parco acquatico a Phuket.
Già qualche anno fa si parlava di realizzare questo nuovo parco acquatico, ma le condizioni per realizzarlo sembravano difficili per gli insormontabili ostacoli politici e il progetto era stato accantonato.
Lo stesso Mr.Perjesi ha dichiarato alla Stampa locale: “Abbiamo iniziato a realizzare questa idea nel 2009, ma abbiamo dovuto accantonarla a causa di problemi politici e finanziari. Abbiamo ricominciato nel giugno di quest’anno.”
La vicinanza con il colpo di Stato del 22 maggio scorso che ha rivoluzionato la mappa del potere politico a Phuket, lascia pensare che il nesso sia tutt’altro che casuale.
Il dirigente ha poi aggiunto che: “Il nuovo parco acquatico offrirà una grande varietà di attrazioni, con più di 20 fra giochi e scivoli giganti e sei piscine.”
Nel frattempo, i componenti delle attrazioni per il parco acquatico sono accatastati in tutto il paesaggio circostante l’area prescelta, in attesa di essere assemblato.
Le attrazioni, sono state realizzate dalla Polin, un’azienda turca specializzata, che ha già realizzato le strutture di 2.500 parchi acquatici dislocati in 90 Paesi.
La location del nuovo parco acquatico, è stata scelta anche per la sua vicinanza al serbatoio d’acqua Bangwad. Il parco acquatico, avrà infatti bisogno di grandi quantità di acqua nel corso del suo funzionamento.
Tuttavia, il riciclo delle acque previsto dal progetto, farà in modo che che il nuovo parco acquatico pesi il meno possibile sulle risorse idriche e sull’ambiente locale, ha dichiarato il signor Perjesi.
“La nostra tecnologia, con il nostro sistema di riciclo delle acque reflue, proviene dall’ Ungheria e prevede il rispetto dell’ambiente. Questa tecnologia sarà operativa già dalla fine di quest’anno.”
“Il nostro obiettivo principale è quello di portare qualche nuova emozione sull’isola,” dice il signor Perjesi, “perché c’è una grande richiesta di questo, da parte dei turisti ma anche dai residenti locali.”
“Secondo noi, c’è ancora spazio nel mercato a Phuket, per realizzare diversi tipi di attività ricreative. ”
“Tutti noi che lavoriamo al progetto siamo molto entusiasti di essere protagonisti nella creazione di una nuova attrazione per Phuket. E con la realizzazione di questo nuovo parco acquatico, sarà anche possibile creare più di 150 nuovi posti di lavoro per i thailandesi.”

Transessuali

Transessuali in Thailandia

Coloro che hanno visitato almeno una volta la Thailandia, hanno potuto vedere con i loro occhi l’alta percentuale di transessuali che vivono nel paese del sud-est asiatico.
I transessuali, qui chiamati anche “lady boys” e “kathoey”, sono presenti in tutte le realtà della società thailandese, dai villaggi più poveri del nord-est fino ai ricchi salotti della capitale e agli studi televisivi dove occupano posizioni anche di rilievo.
Nelle località turistiche come Phuket e Pattaya, fra i lavoratori del “sex business” la loro presenza è massiccia e variegata.
Molti si chiedono quali siano le ragioni della presenza di questo grande numero di transessuali in Thailandia, una presenza apparentemente anomala.
La spiegazione più accettata è che in un Paese impregnato dalla cultura Buddhista, il sesso venga vissuto in maniera meno morbosa e che vi sia più tolleranza ed accettazione verso le persone che mostrano questo tipo di sensibilità fin dall’adolescenza.
La società thailandese è fiera di essere una società tollerante e libera, non a caso Thailandia significa “La terra degli uomini liberi”.
In questo contesto, i transessuali possono svilupparsi più liberamente che in altre parti del mondo.
Gli studi negli USA dicono che 1 uomo su 2500 vive sotto sembianze di donna, mentre secondo una ricerca di un’università di Hong Kong almeno 1 maschio su 165 diventano transessuali e kathoey.
Ma questo non significa che non esistano per i transessuali in Thailandia gli stessi problemi che esistono in tutti gli altri Paesi del mondo.
La maggioranza dei datori di lavoro obbligano i maschi a fornire un documento comprovante la partecipazione alla leva, ma i transessuali vengono scartati alla visita di leva, a volte con motivazioni pesanti, come insanità mentale o deformità, giudizi che pesano come macigni nella storia personale dei transessuali e che ne possono compromettere l’inserimento nella società civile e nel mondo del lavoro per poi avviarli sulla strada obbligata della prostituzione.
Nonostante le visioni contrastanti tra Kathoey e ufficiali militari, entrambi si trovano d’accordo che i transessuali non trovano posto nell’esercito. Differentemente dagli USA dove gli omosessuali che vogliono arruolarsi vengono cacciati quando sono scoperti, l’esercito Thai non ha mai cercato il confronto con i transessuali che si battevano per arruolarsi.
L’atteggiamento di apertura comunque c’è stato, e dal 2005 è stato tolto il divieto di reclutamento ai transessuali nei due anni di servizio militare obbligatorio.
Oltre alla riforma della leva, i transessuali hanno proposto al governo di cambiare, nei documenti ufficiali, il termine maschile “Signor” posto davanti ai loro nomi con “Signorina”. Questa proposta è rimasta naturalmente nel dimenticatoio. Tutti i ripetuti tentativi di comprendere anche i transessuali all’interno di leggi costituzionali contro la discriminazione sono falliti. I matrimoni gay rimangono illegali e i politici mostrano poco interesse a discutere del problema. Qualche locale notturno affigge all’esterno un cartello dove si legge chiaramente: “Vietato l’accesso alle prostitute e ai kathoey”
Ma anche di fronte a queste problematiche, la Thailandia rimane il Paese dove una nuova compagnia aerea ha assunto transessuali tra le sue assistenti di volo, dove ogni anno si svolge “Miss Tiffany” un concorso per eleggere il più bello fra i transessuali trasmesso anche in TV e dove la storia del pugile ladyboy Nong Tum, che ha collezionato negli anni novanta numerosi trofei anche dopo che ha cambiato sesso, è stata raccontata in un film dal titolo “Beautiful Boxer” e dove ha destato scalpore l’esibizione di Bell Nuntita al “Thailand Got Talent” che ha riscosso molta popolarità anche sul web, interpretando la stessa canzone, sia con la voce da donna prima che con quella da uomo poi.
Inoltre molte pubblicità, giocano proprio su questa caratteristica ambiguità dei transessuali per confezionare spot di successo.

iPhone 6 ci siamo

iPhone 6 da 5,5 pollici si farà. Italia e Thailandia verranno considerati Paesi del primo lotto.

Come ogni anno, si susseguono le anticipazioni sull’ iPhone 6, l’ultimo modello di iPhone concepito dall’azienda di Cupertino fondata dal compianto Steve Jobs.
Secondo indiscrezioni di fonti vicine all’azienda, iPhone 6 sarà presentato il 9 settembre, data che più o meno corrisponde a quella fatta dagli analisti e dagli addetti ai lavori.
“Apple ha programmato un grande evento per il prossimo 9 settembre. Come i precedenti eventi di settembre, il punto focale di questo evento sarà la presentazione dell’iPhone 6 di nuova generazione, che dovrebbe essere caratterizzato da due diversi display, da 4,7 e 5,5 pollici e dotati dei nuovi processori A8.”
Queste sono le indiscrezioni riportate dalla fonte, ma Apple non ha voluto commentare la notizia, lasciando inalterate le aspettative sulla data prevista per il lancio dell’ iPhone 6. Apple, secondo queste indiscrezioni, dovrebbe quindi presentare entrambi i nuovi modelli di iPhone 6 in uscita a settembre, smentendo le notizie che davano in forte ritardo l’uscita del modello più grande fra i due.
Un’ulteriore conferma indiretta, si ricava dalla richiesta che Apple ha formulato all’agenzia thailandese per le telecomunicazioni, venerdì 8 agosto scorso, quindi grosso modo un mese prima della supposta presentazione del nuovo melafonino.
Tutto questo lascia intendere che Apple metterà in commercio iPhone 6 in un maggior numero di Paesi rispetto al passato.
La Thailandia sembra rientrare di diritto tra le nazioni del primo lotto di smartphone in uscita, assieme all’Italia dove il telefonino, che ha come simbolo la mela morsicata, è in testa alla classifica di vendita in Italia, con ben 4 modelli di iPhone fra i 5 modelli di smartphone più venduti nel nostro “Bel Paese”.
L’anno scorso, la richiesta all’agenzia thailandese per le telecomunicazioni fu formulata il 16 settembre, in vista dell’entrata in commercio in Thailandia del 25 ottobre.
I tempi dunque corrispondono.
Intanto il Segretario Generale delle Telecomunicazioni in Thailandia, Takorn Tantasith, ha confermato ieri su Twitter che il suo ufficio ha dato l’approvazione dello standard di vendita di iPhone 6.
I codici in questione sono A1586 e A1524.
Presumibilmente questi codici si riferiscono ai modelli da 4,7 pollici e da 5,5 pollici, i due nuovi formati del nuovo iPhone 6. Se su iPhone 6 da 4,7 pollici si sa oramai tutto, non si può dire lo stesso sull’iPhablet da 5,5 pollici.
Pochi i rendering e le immagini messe online.
Le dimensioni e i rapporti visivi fra i nuovi modelli in uscita, dovrebbero essere queste.