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Capodanno cinese

Capodanno cinese al via

Il Capodanno cinese è domani, ma già oggi, molti thailandesi di origine e ascendenza cinese si stanno prendendo un giorno libero dal lavoro e dalla scuola nel rispetto di questo lungo week-end non ufficiale, in coincidenza con il “nuovo anno lunare”.
A livello internazionale infatti, il primo giorno ufficiale del Capodanno cinese è domani, 19 febbraio, che nell’emisfero occidentale coincide con la prima luna crescente del nuovo mese.
Tuttavia, secondo il calendario lunare Thai, che deriva da antiche osservazioni lunari indiane e cinesi, la prima luna crescente del nuovo mese (Keun neung kum คื้ น หนึ่ง ค่ำ in tailandese), si osserva oggi, 18 febbraio.
Nella tradizione cinese, oggi è conosciuto come Chuxi, l’ultimo giorno dell’anno, mentre domani, 19 febbraio, è noto come Chuyi, il primo giorno del nuovo anno.
Quindi, molti thailandesi di origine cinese iniziano i loro festeggiamenti per il capodanno cinese già da oggi.
Per i prossimi giorni, fino alla fine settimana, le famiglie cinesi di tutto il mondo si riuniranno, dopo aver pulito le loro case, per celebrare la festa e organizzare piacevoli brevi viaggi.
I festeggiamenti del capodanno cinese in Thailandia cominciano oggi per poi finire domenica, per potere tornare infine a scuola o al lavoro da lunedì, 23 febbraio.
Durante questo periodo dell’anno in cui si celebra il Capodanno cinese, che è anche popolarmente conosciuto come “Il Festival di Primavera” in tutta la Cina, nelle China Town di tutto il mondo e anche naturalmente nel centro storico di Phuket Town dove risiedono numerosi commercianti di etnia cinese, le strade e le case, vengono festosamente decorate con le tradizionali lanterne cinesi.
Tradizionalmente, la festa del Capodanno cinese, ha una durata di quindici giorni, il tempo che intercorre per arrivare alla prima luna piena del nuovo anno cinese, una festività segnata dal tradizionale Festival delle Lanterne, che quest’anno cade il 4 e 5 marzo.
A Phuket, lo spirito di festa sarà vivo per le prossime settimane e vi saranno diversi eventi caratteristici legati ai festeggiamenti per il Capodanno cinese, un buon motivo per i turisti che stanno trascorrendo le loro vacanze nell’isola, per godere di uno spettacolo insolito.
In coincidenza quest’anno con il week-end del nuovo anno lunare, al tempio Wat Chalong è prevista la tradizionale fiera, con un previsto bagno di folla, con le luci, il cibo, lo shopping e i divertenti giochi, il tutto già operativo e con durata prevista per tutto il weekend, fino alla conclusione dell’evento stabilita per questa domenica, 22 Febbraio.
Altre feste sono previste nel cuore di Phuket Town, per il prossimo giovedì 26 febbraio, con l’inizio del Festival della Città Vecchia di Phuket, evento che partirà con una parata nel tardo pomeriggio, un percorso di strada a piedi in pieno centro storico, per concludersi Sabato 28 Febbraio, prima del solito Lardo Yai “Walking Street”, ovvero il mercato nella notte di Domenica, 1 marzo che prolungherà i festeggiamenti.
Per tutti voi, felice Anno della Capra, il nuovo segno che dopo il Capodanno cinese subentrerà al precedente Anno del Cavallo.

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Polizia a Patong e spiagge

La Polizia a Patong cerca di far rispettare le nuove regole

-La Polizia a Patong cerca di fare rispettare le nuove regole che definiscono l’uso di ombrelloni e lettini in spiaggia, ma le contraddizioni che si sono create dopo l’approvazione e la creazione delle aree apposite per dare questi servizi, le rendono arduo il compito.
Ieri mattina infatti, la confusione ha regnato sovrana alla stazione di Polizia a Patong Beach, dove si sono ritrovati un gruppo di turisti a reclamare le loro attrezzature che erano state confiscate la sera precedente, dagli stessi ufficiali di Polizia a Patong Beach.
Il tenente colonnello Sutthichai Tianpho della Polizia a Patong, ha confermato al “Phuket Gazette” che sono circa una quindicina i turisti che si sono recati a reclamare le loro attrezzature da spiaggia.
L’ufficiale di Polizia a Patong, ha dichiarato che: “La Polizia a Patong, ha sequestrato gli ombrelloni e le sedie a sdraio, perché pensavano appartenessero ai venditori sulla spiaggia”.
“Gli ufficiali hanno scoperto, alle 19:00 di ieri sera, un blocco di attrezzatura da spiaggia che era nascosta sulla spiaggia,” ha spiegato alla stampa il Vice Sovrintendente della Polizia a Patong Akanit Danpitaksat.
“Gli agenti hanno così sequestrato gli ombrelloni, le sedie a sdraio e tutto l’altro materiale lasciato sulla spiaggia, perché pensavano che il materiale appartenesse ai venditori, che non sono autorizzati a lasciare il loro materiale sulla spiaggia di notte” ha detto il Col Akanit .
“Molti degli oggetti sono stati raggruppati insieme e alcune delle sedie erano anche incatenate, una dimostrazione per noi, che quel materiale apparteneva a qualcuno che non fosse un turista.”
Gli stranieri che sono arrivati alla stazione di polizia a Patong questa mattina, hanno dichiarato di aver comprato la propria attrezzatura da spiaggia e che avevano pagato i fornitori con 20 baht a testa perché si prendessero cura dei loro beni durante la notte.
“Ma quando sono tornati questa mattina, i loro averi erano spariti e così sono venuti alla stazione di polizia a Patong per chiedere cosa fosse successo”, ha continuato l’ufficiale di Polizia.
Il Col Sutthichai ha evidenziato che gli elementi identificati dai turisti come di loro proprietà, sono già stati restituiti ai legittimi proprietari.
“Nonostante tutto, non abbiamo multato i turisti per questo, ma stiamo mantenendo da vicino la vigilanza sulla gestione degli ombrelloni in spiaggia ed eventuali ombrelloni sospetti verranno sequestrati”.
Il nuovo sistema di zone speciali della spiaggia da assegnare per i fornitori, è già diventato problematico e caotico, ha affermato il Col Sutthichai.
“Potete venite a verificare personalmente. La gente del posto non segue le regole,” ha detto.
“Non sembrano mai averne abbastanza ed è per questo motivo che il problema non potrà mai essere risolto.”
Il sindaco di Patong, Chalermluck Kebsup ha oggi ribadito le preoccupazioni che ha espresso anche la scorsa settimana.
“Il 10 per cento della superficie totale dedicata alla spiaggia ombrellone e agli operatori di noleggio, come stabilito dalle autorità un mese fa, non era abbastanza”.
“La spiaggia è diventato molto disordinata perché la zona di ombrelloni al 10 per cento non funziona bene in quanto anche i turisti sono autorizzati a portare i loro ombrelloni personali e a metterli al di fuori delle zone speciali”
“Ora, è possibile per questo vedere ombrelloni ovunque. I turisti possono noleggiare o acquistare i propri ombrelli da qualsiasi luogo, non solo da noi, il che significa che vi è un numero quasi illimitato di ombrelloni ora permessi sulla spiaggia.”
Il Sindaco, Ms Chalermluck ha promesso di sollevare la questione con il governatore di Phuket Nisit Jansomwong il più presto possibile.
“Spiegherò al governatore cosa sta realmente accadendo sulla spiaggia dopo la nuova politica decisa dalle autorità”, ha detto.
“Prima troviamo una buona soluzione a questo, meglio sarà per tutti noi”.
“Personalmente, mi piacerebbe vedere applicare rigorosamente la legge che delimita in modo chiaro la zona dedicata agli ombrelloni, in modo che la Polizia a Patong possa controllare agevolmente la situazione e mantenere i venditori in ordine,” ha concluso il Sindaco.
Nel frattempo la Polizia a Patong continua il suo lavoro e cinque fornitori di attrezzatura da spiaggia locali, che avevano lasciato i loro articoli da affittare sulla sabbia la notte scorsa, sono stati multati 1.000 Bath ciascuno, ha confermato il Col Akanit.

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Novità in spiaggia a Phuket

Novità in spiaggia a Phuket

Nel corso di un incontro in municipio svoltosi ieri 19 dicembre, il Governatore NiSiT Jansomwong ha annunciato la redazione di un piano provvisorio, per i prossimi tre mesi, un piano che riporta i venditori sulla spiaggia a Phuket.
Il piano, tuttavia, vieta ancora ai venditori di sedie a sdraio di operare in spiaggia a Phuket con le loro attività.
“Abbiamo tutti bisogno di trovare la soluzione.” ha dichiarato il Governatore. “Ogni categoria commerciale coinvolta nella gestione della spiaggia a Phuket, deve obbligatoriamente seguire la legge, non ci devono essere aree esenti da questo obbligo. Le spiagge a Phuket devono appartenere al pubblico, devono essere luoghi a cui possono accedere tutti liberamente”
Secondo il piano, tutte le spiagge a Phuket, avranno particolari aree, (zone), designate a garantire i servizi principali.
Queste aree preposte sulla spiaggia a Phuket, copriranno circa il 10 per cento della estensione totale della spiaggia e i fornitori dei servizi preposti, devono mettersi in regola pagando tutte le tasse che verranno richieste da mostrare agli organi di controllo.
Solo i fornitori dei servizi che si sono registrati con gli organi amministrativi locali, saranno autorizzati a operare.
Sarà permesso a tutti costoro di operare in spiaggia a Phuket, in un orario stabilito che va dalle 9:30 del mattino fino alle 16:30 del pomeriggio.
“Se ci saranno persone che non aderiscono a questo principio, allora costoro non saranno abilitati a continuare il loro business. Bisogna seguire le regole “, ha dichiarato il Governatore.
Le attività consentite in spiaggia a Phuket per il momento, sono la gestione degli ombrelloni, il servizio massaggi e il venditore di cibo / bevande, uno per ognuna delle attività, che saranno tutte svolte nelle zone speciali designate per un massimo di tre giorni di fila. Dopo di che, ogni fornitore del servizio previsto, deve lasciare il suo posto ad altri operatori dello stesso settore.
I venditori di cibo/bevande, non sono autorizzati a cucinare sulla spiaggia mentre spetterà alle organizzazioni amministrative locali la responsabilità per la creazione delle zone speciali in spiaggia a Phuket.
Per le prossime due settimane, il Vice Governatore d Phuket parlerà con i leader locali e i fornitori i dettagli del piano discusso ieri, ha aggiunto il Governatore NiSiT.
“Stabiliremo le zone nelle quali non si invadano gli spazi dei turisti in spiaggia a Phuket, in modo tale che la povera gente locale possa guadagnarsi da vivere senza che debbano sottostare ad un controllo di tipo mafioso con “una figura influente che si appropria di tutte le attività” come era precedentemente, prima dell’intervento del luglio scorso, ha affermato il Governatore NiSiT.
Il piano è il risultato dei colloqui intercorsi tra i funzionari militari, gli enti locali e i venditori sulla spiaggia che sono stati cacciati fuori dalla spiaggia a Phuket dalle operazioni per il ripristino della legalità intraprese nei mesi scorsi.
“Se quegli estremisti che vogliono che tutto torni come prima non sono d’accordo mi dispiace, ma non posso accettare che vengano vanificati gli sforzi fatti finora. Quello che stiamo facendo ora, è almeno quello di aiutare i venditori sulla spiaggia a Phuket a lavorare per potere fare soldi, anche se in una zona limitata ”
“Le spiagge a Phuket devono essere pulite ed ordinate e debbono tornare in cima alla lista delle migliori spiagge di classe mondiale”, ha concluso il Governatore NiSiT.

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Auguri al Re Bhumipol Adulyadej

Conoscete Bhumipol Adulyadej, il re della Thailandia?

Oggi 5 dicembre 2014, si festeggiano gli 87 anni di re Bhumipol Adulyadej, conosciuto come Rama IX della dinastia Chakri, nato a Cambridge negli Stati Uniti nel 1927 e asceso al trono del Regno della Thailandia nel lontano giugno del 1946. 
Il Paese, come tutti gli anni, lo festeggia con migliaia di bandiere sventolanti dovunque, con canzoni, danze e spettacoli teatrali, con sontuosi fuochi artificiali e con folle entusiaste che inneggiano al Re Bhumipol Adulyadej ad ogni angolo di strada.
Il suo compleanno è anche la data in cui, in Thailandia, si festeggia la “Festa del papà”, così come, il compleanno della Regina, è la data in cui si festeggia la festa della mamma.
Diventato re in circostanze eccezionali, in pochi anni Bhumipol Adulyadej è riuscito ad impersonare un ruolo fondamentale nella vita politica e nell’immaginario collettivo della nazione, trasformando l’istituzione monarchica, allora impopolare, discreditata e sull’orlo dell’abolizione, nella componente centrale dello stato thailandese.
L’eccezionale popolarità di quest’uomo speciale, con il suo carattere schivo e riservato, è stata costruita a partire dagli anni Cinquanta attraverso una intensa azione di provvedimenti per migliorare le condizioni di vita del popolo, con visite frequenti fra i contadini delle regioni più povere e disagiate del Regno e una “Santa Alleanza” con il potentissimo esercito, alleanza che dura ancora oggi e che risale ai tempi del maresciallo Sarit Thanarat, che ha governato la Thailandia dal 1959 al 1963, grazie a uno dei numerosi colpi di Stato che si sono succeduti nella storia del Paese asiatico.
La restaurazione della monarchia va collegata al bisogno, indispensabile nell’epoca storica in cui si è verificata, di avere un’ideologia da contrapporre a quella comunista allora in forte ascesa, per proteggere le classi dominanti e continuare a sviluppare il capitalismo thailandese attraverso gli investimenti nordamericani.
All’apice della Guerra Fredda infatti, la Thailandia rappresentava una dei principali alleati statunitensi nella regione del sud-est asiatico, ma gli aristocratici, l’esercito e i capitalisti asiatici, avevano bisogno di un forte simbolo nazionale che apparisse non straniero, non americano.
La monarchia, rappresentata da Bhumipol Adulyadej, assunse proprio questo ruolo chiave per gli equilibri politici dell’epoca.
Grazie agli aiuti economici americani e della Banca Mondiale, il Sovrano thailandese Bhumipol Adulyadej, ha cercato di migliorare le condizioni di vita nelle campagne, con opere pubbliche, progetti di sviluppo, programmi di scolarizzazione e opere di beneficenza.
Oggi Bhumipol Adulyadej è il sovrano regnante più longevo al mondo e, secondo il britannico The Independent, anche il più ricco, con una fortuna stimata di 23 miliardi di euro, mentre secondo la rivista statunitense Forbes, nel 2010 il patrimonio personale di Bhumipol Adulyadej, si aggirerebbe sui 30 miliardi di dollari, anche se queste stime comprendono terreni a Bangkok che la famiglia reale sostiene non siano di sua proprietà. Lo stesso Bhumipol Adulyadej ha fatto donazioni per la realizzazione di numerosi progetti di sviluppo in Thailandia, in particolare nei settori agricolo, ambientale, della salute pubblica, della promozione del lavoro, delle risorse idriche, delle comunicazioni e del benessere pubblico.
Per questo è così amato dal suo popolo, per questo questo uomo schivo e riservato è un simbolo trasversale riconosciuto da tutti di unità nazionale.
Normalmente, nella giornata in cui si festeggia il compleanno del Sovrano, c’è il divieto di vendita degli alcolici, ma quest’anno il divieto è stato “alleggerito”, passando da obbligatorio a consigliato.
Buon compleanno e lunga vita allo speciale Re thailandese Bhumipol Adulyadej.

Protezionismo o Liberismo?

Protezionismo o Liberismo?

La Thailandia è nota per essere un Paese che applica il Protezionismo come politica privilegiata, protezionismo che mira a difendere i produttori nazionali contro quelli stranieri.
Il Protezionismo thailandese, si esplica nelle limitazioni imposte agli stranieri che desiderino lavorare nel Regno di Thailandia, ai pesanti dazi doganali a cui sono soggette le merci prodotte fuori dal Paese fino alle limitazioni alle imprese straniere con un capitale inferiore al milione di Euro, che non possono possedere la maggioranza azionaria della loro impresa.
Recentemente le proposte di modifica del Foreign Business Act in Thailandia in linea con la politica del Protezionismo, hanno ulteriormente allarmato gli investitori stranieri e le Camere di Commercio.
Attualmente, con l’attuale legge che regola gli stranieri e le imprese straniere, questi ultimi non sono autorizzati a possedere più di una quota del 49 per cento nelle aziende locali, che debbono avere una maggioranza azionaria detenuta da cittadini thailandesi.
Le aziende hanno a lungo eluso tali restrizioni mediante l’emissione di stock option privilegiate e comuni, con le azioni privilegiate che godono di maggiori diritti di voto, oltre ad affidare all’Amministratore della Società il pieno controllo esecutivo della stessa.
Ora un progetto di legge presentato dal Ministero del Commercio, prevede di inserire una norma che limiterebbe le imprese straniere dall’ utilizzare le azioni privilegiate per potere mantenere il controllo delle loro attività.
“Questa proposta di modifica avrebbe conseguenze di vasta portata che potrebbero influenzare migliaia di imprese qui esistenti, sia grandi che piccole e che certamente scoraggerebbe futuri investimenti stranieri”, ha detto Marcus Burtenshaw, direttore esecutivo per la consulenza immobiliare di Knight Frank Thailandia.
“Il mio business è uno di quelli che è possibile eseguire da letteralmente ovunque nel mondo. Abbiamo scelto la Thailandia, perché ci piace lo stile di vita qui”, ha detto Chris Roberts, che non ha fornito il suo vero nome per paura di una possibile reazione.
Roberts gestisce una piccola azienda IT specializzata in ingegneria del software. La sua azienda impiega solo quattro stranieri, ma ha più di 20 dipendenti Thai.
Dice che per essere in linea con il Protezionismo thailandese, lui ha diversi partners thailandesi che possiedono la maggior parte della società come tutti, ma questi ultimi non hanno nessun potere esecutivo sulla direzione della società.
“Se il governo ha veramente intenzione di rendere difficile per me svolgere la mia attività, io non avrò problemi di muovermi da qualche altra parte per svolgere la mia attività.”
La resistenza da parte di funzionari stranieri e dalle imprese alle possibili modifiche proposte, ha indotto a revisioni interne e a rassicurazioni da parte dei funzionari del Ministero del Commercio che hanno rassicurato le parti sostenendo che eventuali modifiche alla legge sarebbero state messe in atto solo dopo ampie consultazioni con tutte le parti in causa.
Una fonte del ministero ha detto che tutte le modifiche sono ancora preliminari e che tutte le modifiche proposte avrebbero dovuto passare attraverso l’approvazione sia dell’assemblea legislativa e sia della squadra di Governo.
La fonte ha aggiunto che i compromessi con le imprese straniere potrebbe essere addirittura migliorati, come per esempio un Foreign Business Act rielaborato in tal senso, potrebbe consentire agli stranieri di possedere una quota di maggioranza in alcuni settori specifici.
La legge attuale vieta partecipazione di maggioranza straniera in settori in cui le imprese thailandesi sono considerati non in grado di competere con le compagnie straniere, in linea con il Protezionismo applicato nel Paese del sud-est asiatico.
Queste imprese, includono quelle che svolgono servizi di contabilità, servizi legali, di architettura, di ingegneria, le società di intermediazione, di pubblicità, quelle alberghiere, quelle legate ai cibi e alle bevande e generiche “altre imprese di servizi.”
Il ministero ha detto che alcune restrizioni possono essere snellite e superate con un compromesso per limitare l’uso delle stock option preferite. Eppure le aziende straniere che si sono espresse su questa proposta, dicono che tutto ciò non è sufficiente.
“Imporre restrizioni più severe, sarebbe visto e percepito dal mondo del Business, che considera una minaccia le limitazioni imposte dal Protezionismo, come un passo indietro e questo proprio nel momento in cui i livelli di investimenti diretti esteri sono più bassi e i Paesi confinanti con la Thailandia sono invece sempre più aperti per l’agevolazione delle imprese straniere”, ha detto Burtenshaw.
Le varie camere di commercio concordano con con questa analisi. Quando sono circolate le voci relative alle modifiche proposte, la Camera di commercio americana ha sottolineato in fretta che l’ultima volta in cui tali restrizioni sono state discusse, nel corso del 2007, il mercato azionario è sceso del 15 per cento in un giorno come reazione alla notizia.
Stanley Kang, presidente delle Camere di Commercio Estere congiunte, ha detto che l’abitudine di erigere barriere protezionistiche più restrittive, andrebbe contro la tendenza mondiale in atto che privilegia un commercio sempre più libero.
“Con la Comunità economica dell’ASEAN, che dovrebbe attuarsi il prossimo anno, ci sarà più concorrenza nella regione, così vorremmo vedere più provvedimenti per la liberalizzazione dell’economia, invece di misure che mirino a promulgare lo storico Protezionismo interno thailandese”
Fonti del ministero del Commercio hanno detto che il comitato che ha preparato il progetto di legge è risoluto ad insistere, nella convinzione che il nuovo provvedimento sia essenziale per proteggere gli interessi thailandesi.
“Per loro, l’obiettivo non è quello di scacciare le imprese straniere, ma quello di proteggere ulteriormente quelle thailandesi. Creare Società con più trasparenza e con meno scappatoie legali, non può che essere una buona cosa”, ha detto un funzionario.
Per gli altri invece, le modifiche proposte sono state lanciate in un brutto momento.
Infatti, mentre l’economia della Thailandia sta recuperando lentamente terreno dopo un decennio di instabilità politica e mentre il mondo guarda con sospetto al nuovo governo militare del paese, tutte le modifiche che possono creare sentimenti di instabilità, potrebbero solo peggiorare la situazione.
“La Thailandia deve affrontare una scelta,” ha scritto in un post sul blog l’ambasciatore britannico Mark Kent, opinione diffusa dalla Camera di Commercio Britannica.
“Si può scegliere di prendere di nuovo l’iniziativa e proporsi come la destinazione più attraente per gli investimenti stranieri … oppure si può scegliere un percorso diverso.” ha concluso sarcasticamente in perfetto stile British.
Protezionismo o Liberismo?

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Zingari del mare

Gli Zingari del mare

Gli Zingari del mare sono una tradizione e rappresentano uno spirito che i membri della comunità hanno ereditato dai loro antenati, uno spirito ancora vivo a Phuket, sebbene l’isola sia diventata abbastanza moderna avvicinandosi al concetto di metropoli con il suo traffico costante i moderni centri commerciali ed i locali alla moda.
Gli zingari del mare sono i vecchi abitanti di Phuket anche conosciuti con il nome di (Chao leh). Essi possono essere suddivisi in tre gruppi: gli Urak Lawoi (la tribù principale dell’isola) i Moken e i Moklen.
Questi tre tribù vivono in località di mare intorno all’isola.
Gli Urak Lawoi, la tribù più numerosa degli zingari del mare, vivono a Rawai beach, dove i turisti si recano per acquistare e consumare il pesce fresco che viene da loro venduto sul molo mentre i Moken vivono sia in spiaggia a Rawai e a sia a Thachatchai nel distretto di Thalang mentre i Moklen risiedono in Laem-la.
Ogni tribù degli zingari del mare, si distingue per la loro lingua, la cultura e lo stile di vita.
Chanwit Saiwan, 35 anni, dipendente di una ONG che lavora con gli zingari del mare da anni, ha spiegato che Urak Lawoi in lingua Malay significa “gente di mare”. Il nome Thai ufficiale per gli Urak Lawoi è “Mai Thai” (New Thai).
“Lo stile di vita può rivelare l’appartenenza alle varie tribù. Gli Urak Lawoi sono flessibili, vivono con le altre persone thailandesi, socializzano, vanno a scuola e accettano le altre culture. Gli altri zingari del mare, i Moken e i Moklen sono invece più riservati e meno propensi ad integrarsi. Sono più timidi e soprattutto vivono all’interno della loro comunità e non vanno a scuola.”
Gli zingari del mare hanno una loro lingua ed un loro tipico stile di vita, la tribù ha una cultura ed una tradizione che si tramanda da molte generazioni ed è conservata diligentemente dai suoi anziani, per evitare che vada perduta con le nuove generazioni.
“Siamo preoccupati per il mantenimento delle tradizioni, anche se teniamo cerimonie per ogni occasione, come ci è stato insegnato dai nostri antenati”, ha dichiarato Ngim Damrongkaset, 69 anni, un membro degli Urak Lawoi a Rawai, che ha vissuto qui tutta la sua vita.
Alla richiesta di spiegare la sua cultura e le cerimonie tradizionali del suo villaggio, il suo viso si è illuminato di soddisfazione.
“Ci sono molte cerimonie importanti per noi zingari del mare, cerimonie che noi manteniamo severamente inalterate. Principalmente, le cerimonie insegnano il rispetto ai padri, ai maestri spirituali e agli spiriti benefici”.
Gli zingari del mare di ogni tribù credono nella vita dopo la morte. Seguono la religione buddista come scritto sulle loro carte di identità, ma in realtà le loro convinzioni di base ruotano attorno allo spirito degli antenati e degli angeli, che credono li proteggano dalla sfortuna.
“Intorno ad aprile, maggio o ottobre di ogni anno (a seconda del loro calendario astrologico), celebriamo il Balai, una cerimonia in cui tutto il paese si riunisce per rendere omaggio allo spirito degli antenati”.
Lo sciamano del villaggio, Moh Rih, presiede e conduce sempre la cerimonia seguendo la Tradizione degli zingari del mare.
“Gli abitanti del villaggio durante i cerimoniali, preparano il riso con la curcuma e il pollo alla griglia, mentre lo sciamano deve preparare le candele, spuntare il riso e il pollo bianco, preparare il betel, (le foglie essiccate della palma Nipa con qualche principio psicotropo) e l’acqua che deve essere chiara e pura.”
Prima di esprimere rispetto allo spirito degli antenati, lo sciamano conduce gli abitanti a rendere omaggio alla dea “Mae Ya Nang”, protettrice delle barche, divinità che si ritiene protegga tutti gli zingari del mare dai problemi o dal rischio di incidenti.
In seguito, lo sciamano porterà tutti al cimitero del paese, che è stato costruito più di tre secoli fa.
Il cimitero è un ampio spazio con una casa tradizionale degli spiriti accanto all’altare cerimoniale in cui verrà celebrato il Balai.
“Lo sciamano preparerà tutto sul tavolo, ligio al culto degli antenati, pregando in una lingua antica degli zingari del mare che ha imparato dal suo maestro”, ha detto Ngim.
Dopo la cerimonia del Balai, c’è una cerimonia collettiva nel centro del paese, lo spazio in cui gli abitanti del villaggio tengono sempre le cerimonie e le altre attività sociali di intrattenimento.
“Mo Rhi, lo sciamano darà inizio alla cerimonia intorno alle 02:00. Egli preparerà fiori di cocco, fiori di betel, argento e oro (artificiale), riso crudo, gomma, candele e un coltello, mentre gli abitanti del villaggio devono preparare tre limoni, due foglie di betel, sette diversi colori di archi, una candela e una moneta da 1 Bath di rame con un buco nel mezzo usata solo per questo.
La cerimonia continuerà fino alle 6 del mattino, quando gli abitanti del villaggio dovranno poi fare la doccia con l’acqua santa ricavata dal cerimoniale dello sciamano.
“Ognuno degli abitanti ha un vaso ricolmo di acqua che dopo la cerimonia useranno per farsi la doccia, in maniera di espellere tutte le cose brutte da loro stessi. Successivamente devono girare il vaso a testa in giù prima della conclusione della cerimonia. In seguito, gli abitanti del villaggio avranno bandiere bianche e riso alla fine del Balai.
La bandiera bianca va tenuta conservata in casa e il riso deve essere disperso in casa per tre giorni, per ottenere buona fortuna “.
Fra gli zingari del mare, ci sono altre cerimonie come la pulizia del cimitero, a cui partecipa tutto il paese. Anche una piccola cerimonia si svolge durante la pulizia, per mostrare rispetto per i loro defunti. Essi devono preparare riso di tre diversi colori,- giallo, bianco e nero – per ingraziarsi gli spiriti.
Come come è forte la convinzione della vita dopo la morte e dell’esistenza degli spiriti fra gli zingari del mare, così è forte la convinzione che anche la loro barca, “Pla Juk”, debba essere realizzata con i materiali sacri, per realizzare barche capaci di trasmettere lo spirito della loro famiglia da un altro mondo.
Il legno Wintergreen(una pianta a bassa crescita con una fioritura di fiori bianchi a forma di campana.) utilizzato a questo scopo, è normalmente utilizzato anche per la scultura. Rappresenta il loro antenato che è venuto da diverse radici per proteggerli.
L’uccello disegnato sul fianco delle barche, rappresenta “Toh Burong”, uno spirito che può fermare la pioggia e temporali.
Durante la cerimonia, vi è anche la danza locale con gli strumenti musicali tradizionali degli zingari del mare come il Rammana, (uno strumento a percussione) e si balla il “Rong Ngeng”, una danza tradizionale degli zingari del mare che è conosciuta in tutto il Regno di Thailandia.
Il Rong Ngeng è uno spettacolo tradizionale. Le donne che ballano e cantano il Rong Ngeng devono indossare una camicia a maniche lunghe chiamata Ban Tong, con un lungo sarong e una sciarpa colorata. Gli uomini invece, devono indossare un turbante, camicia a maniche lunghe e pantaloni con un panno attorno alla vita.
“Siamo preoccupati perché i nostri figli vanno a scuola e, naturalmente, assorbono le diverse culture dal mondo esterno motivo per cui sembrano interessati di meno alle nostre radici”, ha detto Amnouy.
“Stiamo cercando di insegnare loro la lingua, le cerimonie e gli spettacoli tradizionali ma siamo consapevoli che il mondo moderno è in continua evoluzione. Ci sono ancora alcuni ragazzi che praticano il Rong Ngeng nella mia band, ma non sono così tanti come prima. Stiamo cercando di rendere i nostri figli attaccati alle loro radici, anche se sappiamo che è difficile. Abbiamo anche bisogno di un aiuto da parte delle autorità locali per sostenerci. Se perderemo la nostra cultura e la nostra tradizione, perderemo le nostre origini e, alla fine, i nostri bambini dimenticheranno chi sono. E’ una prospettiva di futuro triste, se visto dall’ottica di un vecchio zingaro del mare come me. “, ha concluso il signor Ngim.

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Asian Beach Games 2014

Asian Beach Games 2014

Phuket si sta preparando ad accogliere oltre 6.000 atleti provenienti da 45 paesi di tutta l’Asia per il tanto atteso IV° Asian Beach Games 2014, che si terrà dal 14 al 23 novembre, 2014.
L’Asian Beach Games, un evento sportivo multidisciplinare che ha luogo ogni due anni, sarà caratterizzato da oltre 169 eventi suddivisi fra 26 diversi sport, che si svolgeranno in sei diverse località sul mare di Phuket, incluse le popolari spiagge turistiche di Patong e Kata-Karon.
Gli Asian Beach Games si svolgono ogni due anni, a partire dal primo del 2008 tenuto nella bellissima isola di Bali, in Indonesia.
Il Secondo Asian Beach Games si è svolto nella maestosa città di Muscat in Oman e la terza edizione degli Asian Beach Games è stato sviluppata presso l’incantevole costa di Haiyang in Cina. La quarta edizione degli Asian Beach Games come già detto, si terrà dal 14 al 23 novembre di quest’anno a Phuket.
Grazie alla forte volontà per sostenere e promuovere il modello di sviluppo sportivo sostenuto dal Consiglio Olimpico Asiatico, il governo della Thailandia e il funzionario chiave del Ministero del Turismo e dello Sport assieme all’Autorità Sportiva della Thailandia e il Comitato Olimpico Nazionale, hanno unito le forze per ottenere con successo il diritto di ospitare il 4°Asian Beach Games, che lascerà sicuramente un’eredità sportiva di lunga durata per il “Paese del sorriso” e la sua gente.
Gli atleti in competizione si sfideranno a  beach volley, beach basket, vela, windsurf, parapendio, jet-ski, sci nautico, triathlon, beach soccer e atletica.
Sulla spiaggia di Patong  gli eventi ospitati comprenderanno il  wrestling, le bocce, il beach Takraw (uno spettacolare sport tradizionale thailandese), foot-volley,  jet-ski ed incontri di Ju-jitsu.
A Karon Beach sono previste le gare di beach polo, di bodybuilding, di beach basket, una maratona di nuoto, incontri di beach handball, di vela, di surf, di beach volley e gare di squash.
Inoltre, nella splendida località di  Nai Yang Beach – a nord di Phuket – avranno  luogo gare di triathlon, di pentathlon moderno ed atletica da spiaggia.
La Laguna ospiterà la tanto attesa competizione di sci nautico, mentre la regione di Chao Fa, ospiterà  gli eventi di  parapendio classico e a motore.
Infine la baia di Sa Phan Hin sarà è il luogo per gli incontri di beach soccer e degli sport estremi come l’arrampicata su roccia.
E’ il primo evento sportivo pan-asiatico che si tiene a Phuket e le autorità e gli operatori turistici si aspettano la presenza dei tanti appassionati di sport.
Phuket offre lo scenario perfetto per praticare attività all’aria aperta, l’isola è famosa anche per questo, in tutto il mondo.
Dopo l’operazione spiagge pulite, voluta fortemente dal governo e dalle autorità di Phuket, l’isola si sta attrezzando per accogliere gli atleti e le delegazioni dei giochi nel miglior modo possibile.
Per ulteriori informazioni sugli eventi previsti consultate la pagina ufficiale degli Asian Beach Games

Jet-ski regolamentati

Jet-Ski e spiagge, nuove regole

Si è tenuto ieri un incontro fra tutte le autorità di Phuket, per coordinare le azioni necessarie per seguire le decisioni prese dal governo centrale che ha ribadito che tutte le spiagge di Phuket devono essere libere da ogni tipo di attività commerciale, compresi i Jet-ski che hanno ricominciato ad operare dopo le azioni intraprese nei mesi precedenti.
L’incontro ha riunito la maggior parte delle autorità di Phuket a livello distrettuale e provinciale, ed è stata presieduta congiuntamente dal Comandante della Polizia, del Royal Thai Navy della Provincia e dal Vice-Governatore.
“Due spiagge – Nai Yang e Kamala – devono ancora essere ripulite completamente a causa di battaglie giudiziarie intraprese dai gestori delle attività sotto tiro per evitare lo smantellamento delle loro strutture, ha spiegato il Vice Governatore.
“Tuttavia, ha detto, gli operatori del settore non sono autorizzati a tornare sulla spiaggia. Non ci sono eccezioni, neanche fra gli operatori dei Jet-ski.”
“I Jet-ski non sono autorizzati a parcheggiare sulla spiaggia. Gli operatori li possono parcheggiare su un terreno privato e se fosse necessario, organizzeremo per loro regole che prevedano percorsi per l’ingresso e di uscita dei Jet-ski e anche limiti di tempo per operare. L’Ufficio Marine Phuket avrà questa responsabilità per determinare la zona di stazionamento, i tempi e la sicurezza.
“Le spiagge devono essere liberi da imprese private, perché sono terreni pubblici. Per quanto riguarda i piccoli operatori che potrebbero essere stati colpiti dall’operazione spiaggia pulita voluta dai militari al governo, stiamo già collaborando con i funzionari e con gli operatori privati per aiutarli a ricollocarsi.
“Per quanto riguarda gli operatori del settore che stanno ancora oggi mettendo grandi cuscini sulla spiaggia di Surin Beach, andrò io a parlare personalmente con loro e a sottolineare che non è consentito farlo, se non nelle loro aree private.
Il Comandante della Polizia, Gen Pachara, ha sottolineato anche, che i taxi con la banda nera debbono “scomparire” dall’isola.
“Io mi occuperò personalmente di affrontare questo problema e tutti i taxi illegali saranno presto un ricordo. Siamo anche alla ricerca di luoghi per creare alcune stazioni di autobus che siano adeguati per il trasporto pubblico.”
Il Vice Governatore si è mostrato fiducioso nel fatto che le spiagge e la manodopera necessaria per garantirne la sicurezza, saranno pronti per l’alta stagione.
“Abbiamo già fatto tornare le spiagge di tutta Phuket al loro stato naturale e siamo pronti ad accogliere i turisti per la prossima stagione,” ha detto.
“Ci sono già, squadre di addetti alla sicurezza, in piedi accanto ai turisti, per aiutarli in caso di eventuali incidenti, sia in acqua che a terra.”
“Noi continueremo a modificare il paesaggio in ogni spiaggia e a svolgere attività come piantare alberi e organizzare la raccolta dei rifiuti, come abbiamo fatto finora.
“La cosa più importante è che noi stiamo attuando campagne di sensibilizzazione con i leader delle comunità, al fine di convincere le popolazioni locali ad amare le spiagge concretamente, in quanto queste persone sono l’elemento più importante per mantenere la loro condizione.”

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Crudeltà sugli animali

La crudeltà sugli animali

Anche la Thailandia si adegua alle leggi sul maltrattamento e la crudeltà sugli animali, ormai in uso in moltissime nazioni mondiali, Italia compresa.
L’Assemblea legislativa nazionale (NLA), come viene riportato dal Bangkok Post, sta deliberando una legge sul benessere degli animali che cerca di sanzionare il comportamento di coloro che maltrattano i loro animali domestici. È il primo atto legislativo del Paese del sud-est asiatico, che cerca di imporre sanzioni sulle persone che trascurano, torturano, maltrattano o usano crudeltà sugli animali.
Il disegno di legge, approvato in prima istanza con 200 voti a favore e tre astensioni, è ormai entrato nella fase successiva in attesa dell’approvazione finale.
Quindici membri del NLA sono stati infatti nominati dall’assemblea per esaminare, nei prossimi 30 giorni, il provvedimento di legge.
Un Membro del NLA, Monthian Boonthan ha dichiarato che l’approvazione di questa legge che sanziona la crudeltà sugli animali, dovrebbe ridurre il numero di cani e gatti randagi e rendere le persone più responsabili nei confronti dei loro animali da compagnia.
I legislatori, discutendo il disegno di legge, hanno esortato la Bangkok Metropolitan Administration, l’organo amministrativo che governa la capitale, ad assumere un ruolo più attivo nel ridurre la crudeltà sugli animali, sostenendo che i residenti della “città degli angeli”, si trovano ad affrontare diversi problemi dovuti agli animali randagi abbandonati dai proprietari.
Il progetto di legge sul benessere degli animali comprende sia gli animali domestici, così come gli animali di allevamento a scopo alimentare e quelli sfruttati per l’intrattenimento o per qualsiasi altro scopo. Non sono inclusi in questo provvedimento, le crudeltà sugli animali selvatici, comportamento che è regolamentato da un’altra legge separata.
Il disegno di legge definisce come “crudeltà” sugli animali”, qualsiasi azione o mancanza di azione che ne provochi una sofferenza, l’invalidità, oppure la morte. I proprietari sono obbligati anche a fornire ai loro animali domestici, cure adeguate per il loro benessere.
Coloro che non riescono a farlo, saranno soggetti ad una pena detentiva fino a un anno e/o ad una sanzione amministrativa comunque non superiore ai 20.000 baht.
In base alla legge, i funzionari di polizia, sono autorizzati ad indagare sia nelle case o nelle aziende private, quando ricevono una denuncia di crudeltà sugli animali.
Il progetto di legge stabilisce inoltre che è opportuno istituire un comitato specifico di alto livello che si occuperà di evitare le crudeltà sugli animali e di promuoverne il benessere. Il comitato dovrà essere presieduto dal segretario permanente del ministero dell’Agricoltura, assieme ai membri che rappresentano le agenzie competenti sul tema.
Il disegno di legge prevede diverse esenzioni per quello che viene definita come “la crudeltà sugli animali”. Non sono ritenuti crudeli, gli atti che includono la macellazione di animali da allevamento per la carne, oppure l’abbattimento degli animali per circoscrivere le malattie o per riti religiosi. Il disegno di legge infatti, prevede espressamente che gli animali che sono molto malati, o che possono costituire un pericolo per l’uomo, possono essere abbattuti.

Coconut Island

Coconut island

Coconut Island -Koh Maphrao in tailandese- è una piccola isola di 2,5 km x 1,5 km che si trova a 500 metri al largo della costa orientale di Phuket. Coconut Island si trova di fronte a Leam Hin, che è una popolare zona pranzo dove si possono gustare pietanze a base di pesce, spostata leggermente verso nord rispetto alla città di Phuket Town. Coconut Island è ancora poco sviluppata a causa del fatto che non c’è l’elettricità pubblica sull’isola ma solo generatori di corrente privati. Le autorità locali hanno discusso per anni se collegare o meno l’isola alla rete elettrica, ma ancora oggi la situazione non si è sbloccata, situazione che può essere vista sia come un bene che come un male.
Sicuramente portare la corrente elettrica a Coconut Island permetterebbe ai circa 500 abitanti di usufruire dell’energia necessaria per godere del confort moderno a prezzi contenuti rispetto a quelli molto alti ora praticati in regime di monopolio, ma forse Coconut Island perderebbe le sue caratteristiche bucoliche che la distinguono nettamente dalla più sviluppata e caotica isola maggiore.
Ci vogliono solo cinque minuti di long-tail boat per raggiungere il molo principale di Coconut Island, situato nella parte settentrionale della sua costa occidentale, di fronte a Phuket Town e, lungo il percorso, si possono vedere i famosi ristoranti galleggianti che sono proprio situati tra Phuket e il molo di Coconut Island. L’isola è approssimativamente di forma rettangolare e un buon quarto della sua parte sud-occidentale è coperto da foreste di mangrovie, con colonie di macachi dalla coda lunga. Una strada attraversa l’isola da ovest a est, parte dal molo di arrivo, per finire in un punto della costa orientale in cui si trova un osservatorio panoramico.
Il villaggio principale, si trova sulla costa settentrionale, proprio accanto al primo resort costruito a Koh Maphrao, il “Village Coconut Island”.
Ovviamente, la pesca e l’agricoltura sono le due occupazioni principali a Coconut Island.
Gli alberi della gomma, la frutta e la verdura sono coltivate nella parte centrale dell’isola.
Ci sono solo tre spiagge facilmente raggiungibili a Koh Maphrao. Quella più lunga è sulla costa settentrionale, di fronte a The Village Coconut Village; la seconda è sulla costa meridionale, presso il Jindarin Beach Club & Resort, inaugurato nel 2013; e la terza è sulla costa orientale. Le ultime due spiagge presenti a Coconut Island, sono difficili da raggiungere e sono piuttosto piccole con le mangrovie che ne spezzano la linea.
La parte nord-orientale dell’isola è tuttora selvaggia, con la foresta pluviale e con la strada che si trasforma gradualmente in una strada sterrata che segue la costa orientale fino alla sua parte centrale, dove si trova un piccolo resort e un ristorante.
Eppure, nonostante tutto questo, ci sono alcuni pensionati europei che vivono in questa parte di Coconut Island, immersi nella Natura e lontano da tutto.
Muoversi in questa parte collinare dell’isola è molto faticoso, ma ne vale decisamente la pena per il panorama gratificante che si rivela nelle giornate limpide, dove si possono vedere distintamente le isole Phi Phi e persino la costa di Krabi.
Riassumendo, Coconut Island è un bel posto da visitare se si vuole godere la Natura di un luogo ancora poco sviluppato.
È anche possibile noleggiare una bicicletta presso “The Village Coconut Island Resort” e percorrere l’unica strada attraverso la Natura tra tipiche palafitte di legno sull’acqua.
Coconut Island offre ai suoi visitatori ancora uno scorcio del passato, come se il mondo moderno non avesse ancora raggiunto le sue rive e offre la possibilità di godere della tranquillità naturale che ancora si respira in questo luogo idilliaco.

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