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Polizia a Patong e spiagge

La Polizia a Patong cerca di far rispettare le nuove regole

-La Polizia a Patong cerca di fare rispettare le nuove regole che definiscono l’uso di ombrelloni e lettini in spiaggia, ma le contraddizioni che si sono create dopo l’approvazione e la creazione delle aree apposite per dare questi servizi, le rendono arduo il compito.
Ieri mattina infatti, la confusione ha regnato sovrana alla stazione di Polizia a Patong Beach, dove si sono ritrovati un gruppo di turisti a reclamare le loro attrezzature che erano state confiscate la sera precedente, dagli stessi ufficiali di Polizia a Patong Beach.
Il tenente colonnello Sutthichai Tianpho della Polizia a Patong, ha confermato al “Phuket Gazette” che sono circa una quindicina i turisti che si sono recati a reclamare le loro attrezzature da spiaggia.
L’ufficiale di Polizia a Patong, ha dichiarato che: “La Polizia a Patong, ha sequestrato gli ombrelloni e le sedie a sdraio, perché pensavano appartenessero ai venditori sulla spiaggia”.
“Gli ufficiali hanno scoperto, alle 19:00 di ieri sera, un blocco di attrezzatura da spiaggia che era nascosta sulla spiaggia,” ha spiegato alla stampa il Vice Sovrintendente della Polizia a Patong Akanit Danpitaksat.
“Gli agenti hanno così sequestrato gli ombrelloni, le sedie a sdraio e tutto l’altro materiale lasciato sulla spiaggia, perché pensavano che il materiale appartenesse ai venditori, che non sono autorizzati a lasciare il loro materiale sulla spiaggia di notte” ha detto il Col Akanit .
“Molti degli oggetti sono stati raggruppati insieme e alcune delle sedie erano anche incatenate, una dimostrazione per noi, che quel materiale apparteneva a qualcuno che non fosse un turista.”
Gli stranieri che sono arrivati alla stazione di polizia a Patong questa mattina, hanno dichiarato di aver comprato la propria attrezzatura da spiaggia e che avevano pagato i fornitori con 20 baht a testa perché si prendessero cura dei loro beni durante la notte.
“Ma quando sono tornati questa mattina, i loro averi erano spariti e così sono venuti alla stazione di polizia a Patong per chiedere cosa fosse successo”, ha continuato l’ufficiale di Polizia.
Il Col Sutthichai ha evidenziato che gli elementi identificati dai turisti come di loro proprietà, sono già stati restituiti ai legittimi proprietari.
“Nonostante tutto, non abbiamo multato i turisti per questo, ma stiamo mantenendo da vicino la vigilanza sulla gestione degli ombrelloni in spiaggia ed eventuali ombrelloni sospetti verranno sequestrati”.
Il nuovo sistema di zone speciali della spiaggia da assegnare per i fornitori, è già diventato problematico e caotico, ha affermato il Col Sutthichai.
“Potete venite a verificare personalmente. La gente del posto non segue le regole,” ha detto.
“Non sembrano mai averne abbastanza ed è per questo motivo che il problema non potrà mai essere risolto.”
Il sindaco di Patong, Chalermluck Kebsup ha oggi ribadito le preoccupazioni che ha espresso anche la scorsa settimana.
“Il 10 per cento della superficie totale dedicata alla spiaggia ombrellone e agli operatori di noleggio, come stabilito dalle autorità un mese fa, non era abbastanza”.
“La spiaggia è diventato molto disordinata perché la zona di ombrelloni al 10 per cento non funziona bene in quanto anche i turisti sono autorizzati a portare i loro ombrelloni personali e a metterli al di fuori delle zone speciali”
“Ora, è possibile per questo vedere ombrelloni ovunque. I turisti possono noleggiare o acquistare i propri ombrelli da qualsiasi luogo, non solo da noi, il che significa che vi è un numero quasi illimitato di ombrelloni ora permessi sulla spiaggia.”
Il Sindaco, Ms Chalermluck ha promesso di sollevare la questione con il governatore di Phuket Nisit Jansomwong il più presto possibile.
“Spiegherò al governatore cosa sta realmente accadendo sulla spiaggia dopo la nuova politica decisa dalle autorità”, ha detto.
“Prima troviamo una buona soluzione a questo, meglio sarà per tutti noi”.
“Personalmente, mi piacerebbe vedere applicare rigorosamente la legge che delimita in modo chiaro la zona dedicata agli ombrelloni, in modo che la Polizia a Patong possa controllare agevolmente la situazione e mantenere i venditori in ordine,” ha concluso il Sindaco.
Nel frattempo la Polizia a Patong continua il suo lavoro e cinque fornitori di attrezzatura da spiaggia locali, che avevano lasciato i loro articoli da affittare sulla sabbia la notte scorsa, sono stati multati 1.000 Bath ciascuno, ha confermato il Col Akanit.

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Novità in spiaggia a Phuket

Novità in spiaggia a Phuket

Nel corso di un incontro in municipio svoltosi ieri 19 dicembre, il Governatore NiSiT Jansomwong ha annunciato la redazione di un piano provvisorio, per i prossimi tre mesi, un piano che riporta i venditori sulla spiaggia a Phuket.
Il piano, tuttavia, vieta ancora ai venditori di sedie a sdraio di operare in spiaggia a Phuket con le loro attività.
“Abbiamo tutti bisogno di trovare la soluzione.” ha dichiarato il Governatore. “Ogni categoria commerciale coinvolta nella gestione della spiaggia a Phuket, deve obbligatoriamente seguire la legge, non ci devono essere aree esenti da questo obbligo. Le spiagge a Phuket devono appartenere al pubblico, devono essere luoghi a cui possono accedere tutti liberamente”
Secondo il piano, tutte le spiagge a Phuket, avranno particolari aree, (zone), designate a garantire i servizi principali.
Queste aree preposte sulla spiaggia a Phuket, copriranno circa il 10 per cento della estensione totale della spiaggia e i fornitori dei servizi preposti, devono mettersi in regola pagando tutte le tasse che verranno richieste da mostrare agli organi di controllo.
Solo i fornitori dei servizi che si sono registrati con gli organi amministrativi locali, saranno autorizzati a operare.
Sarà permesso a tutti costoro di operare in spiaggia a Phuket, in un orario stabilito che va dalle 9:30 del mattino fino alle 16:30 del pomeriggio.
“Se ci saranno persone che non aderiscono a questo principio, allora costoro non saranno abilitati a continuare il loro business. Bisogna seguire le regole “, ha dichiarato il Governatore.
Le attività consentite in spiaggia a Phuket per il momento, sono la gestione degli ombrelloni, il servizio massaggi e il venditore di cibo / bevande, uno per ognuna delle attività, che saranno tutte svolte nelle zone speciali designate per un massimo di tre giorni di fila. Dopo di che, ogni fornitore del servizio previsto, deve lasciare il suo posto ad altri operatori dello stesso settore.
I venditori di cibo/bevande, non sono autorizzati a cucinare sulla spiaggia mentre spetterà alle organizzazioni amministrative locali la responsabilità per la creazione delle zone speciali in spiaggia a Phuket.
Per le prossime due settimane, il Vice Governatore d Phuket parlerà con i leader locali e i fornitori i dettagli del piano discusso ieri, ha aggiunto il Governatore NiSiT.
“Stabiliremo le zone nelle quali non si invadano gli spazi dei turisti in spiaggia a Phuket, in modo tale che la povera gente locale possa guadagnarsi da vivere senza che debbano sottostare ad un controllo di tipo mafioso con “una figura influente che si appropria di tutte le attività” come era precedentemente, prima dell’intervento del luglio scorso, ha affermato il Governatore NiSiT.
Il piano è il risultato dei colloqui intercorsi tra i funzionari militari, gli enti locali e i venditori sulla spiaggia che sono stati cacciati fuori dalla spiaggia a Phuket dalle operazioni per il ripristino della legalità intraprese nei mesi scorsi.
“Se quegli estremisti che vogliono che tutto torni come prima non sono d’accordo mi dispiace, ma non posso accettare che vengano vanificati gli sforzi fatti finora. Quello che stiamo facendo ora, è almeno quello di aiutare i venditori sulla spiaggia a Phuket a lavorare per potere fare soldi, anche se in una zona limitata ”
“Le spiagge a Phuket devono essere pulite ed ordinate e debbono tornare in cima alla lista delle migliori spiagge di classe mondiale”, ha concluso il Governatore NiSiT.

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Auguri al Re Bhumipol Adulyadej

Conoscete Bhumipol Adulyadej, il re della Thailandia?

Oggi 5 dicembre 2014, si festeggiano gli 87 anni di re Bhumipol Adulyadej, conosciuto come Rama IX della dinastia Chakri, nato a Cambridge negli Stati Uniti nel 1927 e asceso al trono del Regno della Thailandia nel lontano giugno del 1946. 
Il Paese, come tutti gli anni, lo festeggia con migliaia di bandiere sventolanti dovunque, con canzoni, danze e spettacoli teatrali, con sontuosi fuochi artificiali e con folle entusiaste che inneggiano al Re Bhumipol Adulyadej ad ogni angolo di strada.
Il suo compleanno è anche la data in cui, in Thailandia, si festeggia la “Festa del papà”, così come, il compleanno della Regina, è la data in cui si festeggia la festa della mamma.
Diventato re in circostanze eccezionali, in pochi anni Bhumipol Adulyadej è riuscito ad impersonare un ruolo fondamentale nella vita politica e nell’immaginario collettivo della nazione, trasformando l’istituzione monarchica, allora impopolare, discreditata e sull’orlo dell’abolizione, nella componente centrale dello stato thailandese.
L’eccezionale popolarità di quest’uomo speciale, con il suo carattere schivo e riservato, è stata costruita a partire dagli anni Cinquanta attraverso una intensa azione di provvedimenti per migliorare le condizioni di vita del popolo, con visite frequenti fra i contadini delle regioni più povere e disagiate del Regno e una “Santa Alleanza” con il potentissimo esercito, alleanza che dura ancora oggi e che risale ai tempi del maresciallo Sarit Thanarat, che ha governato la Thailandia dal 1959 al 1963, grazie a uno dei numerosi colpi di Stato che si sono succeduti nella storia del Paese asiatico.
La restaurazione della monarchia va collegata al bisogno, indispensabile nell’epoca storica in cui si è verificata, di avere un’ideologia da contrapporre a quella comunista allora in forte ascesa, per proteggere le classi dominanti e continuare a sviluppare il capitalismo thailandese attraverso gli investimenti nordamericani.
All’apice della Guerra Fredda infatti, la Thailandia rappresentava una dei principali alleati statunitensi nella regione del sud-est asiatico, ma gli aristocratici, l’esercito e i capitalisti asiatici, avevano bisogno di un forte simbolo nazionale che apparisse non straniero, non americano.
La monarchia, rappresentata da Bhumipol Adulyadej, assunse proprio questo ruolo chiave per gli equilibri politici dell’epoca.
Grazie agli aiuti economici americani e della Banca Mondiale, il Sovrano thailandese Bhumipol Adulyadej, ha cercato di migliorare le condizioni di vita nelle campagne, con opere pubbliche, progetti di sviluppo, programmi di scolarizzazione e opere di beneficenza.
Oggi Bhumipol Adulyadej è il sovrano regnante più longevo al mondo e, secondo il britannico The Independent, anche il più ricco, con una fortuna stimata di 23 miliardi di euro, mentre secondo la rivista statunitense Forbes, nel 2010 il patrimonio personale di Bhumipol Adulyadej, si aggirerebbe sui 30 miliardi di dollari, anche se queste stime comprendono terreni a Bangkok che la famiglia reale sostiene non siano di sua proprietà. Lo stesso Bhumipol Adulyadej ha fatto donazioni per la realizzazione di numerosi progetti di sviluppo in Thailandia, in particolare nei settori agricolo, ambientale, della salute pubblica, della promozione del lavoro, delle risorse idriche, delle comunicazioni e del benessere pubblico.
Per questo è così amato dal suo popolo, per questo questo uomo schivo e riservato è un simbolo trasversale riconosciuto da tutti di unità nazionale.
Normalmente, nella giornata in cui si festeggia il compleanno del Sovrano, c’è il divieto di vendita degli alcolici, ma quest’anno il divieto è stato “alleggerito”, passando da obbligatorio a consigliato.
Buon compleanno e lunga vita allo speciale Re thailandese Bhumipol Adulyadej.

Protezionismo o Liberismo?

Protezionismo o Liberismo?

La Thailandia è nota per essere un Paese che applica il Protezionismo come politica privilegiata, protezionismo che mira a difendere i produttori nazionali contro quelli stranieri.
Il Protezionismo thailandese, si esplica nelle limitazioni imposte agli stranieri che desiderino lavorare nel Regno di Thailandia, ai pesanti dazi doganali a cui sono soggette le merci prodotte fuori dal Paese fino alle limitazioni alle imprese straniere con un capitale inferiore al milione di Euro, che non possono possedere la maggioranza azionaria della loro impresa.
Recentemente le proposte di modifica del Foreign Business Act in Thailandia in linea con la politica del Protezionismo, hanno ulteriormente allarmato gli investitori stranieri e le Camere di Commercio.
Attualmente, con l’attuale legge che regola gli stranieri e le imprese straniere, questi ultimi non sono autorizzati a possedere più di una quota del 49 per cento nelle aziende locali, che debbono avere una maggioranza azionaria detenuta da cittadini thailandesi.
Le aziende hanno a lungo eluso tali restrizioni mediante l’emissione di stock option privilegiate e comuni, con le azioni privilegiate che godono di maggiori diritti di voto, oltre ad affidare all’Amministratore della Società il pieno controllo esecutivo della stessa.
Ora un progetto di legge presentato dal Ministero del Commercio, prevede di inserire una norma che limiterebbe le imprese straniere dall’ utilizzare le azioni privilegiate per potere mantenere il controllo delle loro attività.
“Questa proposta di modifica avrebbe conseguenze di vasta portata che potrebbero influenzare migliaia di imprese qui esistenti, sia grandi che piccole e che certamente scoraggerebbe futuri investimenti stranieri”, ha detto Marcus Burtenshaw, direttore esecutivo per la consulenza immobiliare di Knight Frank Thailandia.
“Il mio business è uno di quelli che è possibile eseguire da letteralmente ovunque nel mondo. Abbiamo scelto la Thailandia, perché ci piace lo stile di vita qui”, ha detto Chris Roberts, che non ha fornito il suo vero nome per paura di una possibile reazione.
Roberts gestisce una piccola azienda IT specializzata in ingegneria del software. La sua azienda impiega solo quattro stranieri, ma ha più di 20 dipendenti Thai.
Dice che per essere in linea con il Protezionismo thailandese, lui ha diversi partners thailandesi che possiedono la maggior parte della società come tutti, ma questi ultimi non hanno nessun potere esecutivo sulla direzione della società.
“Se il governo ha veramente intenzione di rendere difficile per me svolgere la mia attività, io non avrò problemi di muovermi da qualche altra parte per svolgere la mia attività.”
La resistenza da parte di funzionari stranieri e dalle imprese alle possibili modifiche proposte, ha indotto a revisioni interne e a rassicurazioni da parte dei funzionari del Ministero del Commercio che hanno rassicurato le parti sostenendo che eventuali modifiche alla legge sarebbero state messe in atto solo dopo ampie consultazioni con tutte le parti in causa.
Una fonte del ministero ha detto che tutte le modifiche sono ancora preliminari e che tutte le modifiche proposte avrebbero dovuto passare attraverso l’approvazione sia dell’assemblea legislativa e sia della squadra di Governo.
La fonte ha aggiunto che i compromessi con le imprese straniere potrebbe essere addirittura migliorati, come per esempio un Foreign Business Act rielaborato in tal senso, potrebbe consentire agli stranieri di possedere una quota di maggioranza in alcuni settori specifici.
La legge attuale vieta partecipazione di maggioranza straniera in settori in cui le imprese thailandesi sono considerati non in grado di competere con le compagnie straniere, in linea con il Protezionismo applicato nel Paese del sud-est asiatico.
Queste imprese, includono quelle che svolgono servizi di contabilità, servizi legali, di architettura, di ingegneria, le società di intermediazione, di pubblicità, quelle alberghiere, quelle legate ai cibi e alle bevande e generiche “altre imprese di servizi.”
Il ministero ha detto che alcune restrizioni possono essere snellite e superate con un compromesso per limitare l’uso delle stock option preferite. Eppure le aziende straniere che si sono espresse su questa proposta, dicono che tutto ciò non è sufficiente.
“Imporre restrizioni più severe, sarebbe visto e percepito dal mondo del Business, che considera una minaccia le limitazioni imposte dal Protezionismo, come un passo indietro e questo proprio nel momento in cui i livelli di investimenti diretti esteri sono più bassi e i Paesi confinanti con la Thailandia sono invece sempre più aperti per l’agevolazione delle imprese straniere”, ha detto Burtenshaw.
Le varie camere di commercio concordano con con questa analisi. Quando sono circolate le voci relative alle modifiche proposte, la Camera di commercio americana ha sottolineato in fretta che l’ultima volta in cui tali restrizioni sono state discusse, nel corso del 2007, il mercato azionario è sceso del 15 per cento in un giorno come reazione alla notizia.
Stanley Kang, presidente delle Camere di Commercio Estere congiunte, ha detto che l’abitudine di erigere barriere protezionistiche più restrittive, andrebbe contro la tendenza mondiale in atto che privilegia un commercio sempre più libero.
“Con la Comunità economica dell’ASEAN, che dovrebbe attuarsi il prossimo anno, ci sarà più concorrenza nella regione, così vorremmo vedere più provvedimenti per la liberalizzazione dell’economia, invece di misure che mirino a promulgare lo storico Protezionismo interno thailandese”
Fonti del ministero del Commercio hanno detto che il comitato che ha preparato il progetto di legge è risoluto ad insistere, nella convinzione che il nuovo provvedimento sia essenziale per proteggere gli interessi thailandesi.
“Per loro, l’obiettivo non è quello di scacciare le imprese straniere, ma quello di proteggere ulteriormente quelle thailandesi. Creare Società con più trasparenza e con meno scappatoie legali, non può che essere una buona cosa”, ha detto un funzionario.
Per gli altri invece, le modifiche proposte sono state lanciate in un brutto momento.
Infatti, mentre l’economia della Thailandia sta recuperando lentamente terreno dopo un decennio di instabilità politica e mentre il mondo guarda con sospetto al nuovo governo militare del paese, tutte le modifiche che possono creare sentimenti di instabilità, potrebbero solo peggiorare la situazione.
“La Thailandia deve affrontare una scelta,” ha scritto in un post sul blog l’ambasciatore britannico Mark Kent, opinione diffusa dalla Camera di Commercio Britannica.
“Si può scegliere di prendere di nuovo l’iniziativa e proporsi come la destinazione più attraente per gli investimenti stranieri … oppure si può scegliere un percorso diverso.” ha concluso sarcasticamente in perfetto stile British.
Protezionismo o Liberismo?

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Loi Krathong in Thailandia

Al via le celebrazioni del Loi Krathong

Il Loi Krathong si svolge la sera della luna piena del 12 ° mese del calendario lunare tradizionale thailandese. Nel calendario occidentale questo di solito cade nel mese di novembre. Quest’anno il Loi Krathong si festeggia il 7 di novembre.
Secondo il dizionario, loi (ลอย) significa “galleggiare”, mentre Krathong (กระทง) ha vari significati, come ad esempio “decorazione galleggiante” “fluttuante corona”, “barca galleggiante”.
I Krathong tradizionali sono costituiti da una porzione del tronco di un albero di banane ma i Krathong moderni sono più spesso fatti di pane o polistirolo. Un Krathong di pane si disintegrerà dopo pochi giorni e può essere mangiato dai pesci e anche le parti interne composte dal gambo e dalle foglie del banano, sono biodegradabili. I Krathong di polistirolo invece, sono a volte vietati, in quanto inquinano i fiumi e possono richiedere anni per decomporsi. Un Krathong è generalmente decorato con foglie di banano finemente piegate, bastoncini d’incenso e una candela. A volte, anche una piccola moneta è talvolta inclusa nel Krathong come offerta agli spiriti del fiume.
Nella notte di luna piena, i thailandesi rilasciano il loro Krathong su un fiume, un canale o un laghetto, esprimendo un desiderio. Il Loy Krathong rappresenta un evento importante anche per le giovani coppie, che durante questo giorno hanno l’occasione di esprimere un desiderio per il loro rapporto.
Si pensa che il loro amore durerà per tutta la vita, se i loro Krathong viaggeranno in coppia.
Gli uffici governativi, le principali aziende e altre organizzazioni, lanciano grandi Krathong decorati. Ci sono anche concorsi per premiare il miglior Krathong, una consuetudine diventata comune negli ultimi anni assieme ai fuochi d’artificio.
Secondo la tradizione, la candela venera il Buddha con la sua luce, mentre la parte galleggiante del Krathong simboleggia il lasciare portare via dalla corrente del fiume, tutte le proprie emozioni negative come l’odio, la rabbia e i sentimenti impuri.
Alcune popolazioni, a volte, si tagliano le unghie o i capelli e li posizionano sul Krathong per allargare il concetto di rigenerazione e di liberazione dal passato.
Molti Thai utilizzano il Krathong per ringraziare la dea delle acque, Phra Mae Khongkha ( พระ แม่ คงคา).
Questa festa si svolge anche in Malesia che festeggia il Loi Krathong allo stesso modo della Thailandia, soprattutto nella zona di Tumpat e anche in Laos, dove la tradizione di Yi Peng è stato adottata da alcune parti del Laos già nel corso del 16 ° secolo. Il Loi Krathong coincide con la festa Lanna del nord della Thailandia, specialmente a Chang Mai dove migliaia di lanterne di carta vengono rilasciate a coprire il cielo in uno spettacolo indimenticabile.
Sciami di lanterne del cielo (โคมลอย letteralmente: “lanterne galleggianti”), vengono lanciati in aria e questa moltitudine di lanterne possono creare anche problemi per il traffico aereo.
La Thai Airways International ha infatti adeguato il suo programma di volo e ha temporaneamente sospeso alcuni voli a nord della Thailandia durante il periodo del Loi Krathong Festival dal Mercoledì al Venerdì (5-07 Novembre) come riportato dagli organi di informazione.
Durante il festival, la gente ama anche decorare le loro case, i giardini ed i templi con lanterne di carta che assumono forme diverse, lanterne che sono ormai una caratteristica di Chang Mai.
E’ proprio nella bellissima città turistica del nord del Paese, l’antica capitale del primo regno di Lanna, dove si possono ammirare le più elaborate creazioni di questa arte. Per coloro che hanno la fortuna di soggiornare in Thailandia in questo periodo, lo spettacolo è assicurato.

Asian Beach Games 2014

Asian Beach Games 2014

Phuket si sta preparando ad accogliere oltre 6.000 atleti provenienti da 45 paesi di tutta l’Asia per il tanto atteso IV° Asian Beach Games 2014, che si terrà dal 14 al 23 novembre, 2014.
L’Asian Beach Games, un evento sportivo multidisciplinare che ha luogo ogni due anni, sarà caratterizzato da oltre 169 eventi suddivisi fra 26 diversi sport, che si svolgeranno in sei diverse località sul mare di Phuket, incluse le popolari spiagge turistiche di Patong e Kata-Karon.
Gli Asian Beach Games si svolgono ogni due anni, a partire dal primo del 2008 tenuto nella bellissima isola di Bali, in Indonesia.
Il Secondo Asian Beach Games si è svolto nella maestosa città di Muscat in Oman e la terza edizione degli Asian Beach Games è stato sviluppata presso l’incantevole costa di Haiyang in Cina. La quarta edizione degli Asian Beach Games come già detto, si terrà dal 14 al 23 novembre di quest’anno a Phuket.
Grazie alla forte volontà per sostenere e promuovere il modello di sviluppo sportivo sostenuto dal Consiglio Olimpico Asiatico, il governo della Thailandia e il funzionario chiave del Ministero del Turismo e dello Sport assieme all’Autorità Sportiva della Thailandia e il Comitato Olimpico Nazionale, hanno unito le forze per ottenere con successo il diritto di ospitare il 4°Asian Beach Games, che lascerà sicuramente un’eredità sportiva di lunga durata per il “Paese del sorriso” e la sua gente.
Gli atleti in competizione si sfideranno a  beach volley, beach basket, vela, windsurf, parapendio, jet-ski, sci nautico, triathlon, beach soccer e atletica.
Sulla spiaggia di Patong  gli eventi ospitati comprenderanno il  wrestling, le bocce, il beach Takraw (uno spettacolare sport tradizionale thailandese), foot-volley,  jet-ski ed incontri di Ju-jitsu.
A Karon Beach sono previste le gare di beach polo, di bodybuilding, di beach basket, una maratona di nuoto, incontri di beach handball, di vela, di surf, di beach volley e gare di squash.
Inoltre, nella splendida località di  Nai Yang Beach – a nord di Phuket – avranno  luogo gare di triathlon, di pentathlon moderno ed atletica da spiaggia.
La Laguna ospiterà la tanto attesa competizione di sci nautico, mentre la regione di Chao Fa, ospiterà  gli eventi di  parapendio classico e a motore.
Infine la baia di Sa Phan Hin sarà è il luogo per gli incontri di beach soccer e degli sport estremi come l’arrampicata su roccia.
E’ il primo evento sportivo pan-asiatico che si tiene a Phuket e le autorità e gli operatori turistici si aspettano la presenza dei tanti appassionati di sport.
Phuket offre lo scenario perfetto per praticare attività all’aria aperta, l’isola è famosa anche per questo, in tutto il mondo.
Dopo l’operazione spiagge pulite, voluta fortemente dal governo e dalle autorità di Phuket, l’isola si sta attrezzando per accogliere gli atleti e le delegazioni dei giochi nel miglior modo possibile.
Per ulteriori informazioni sugli eventi previsti consultate la pagina ufficiale degli Asian Beach Games

Jet-ski regolamentati

Jet-Ski e spiagge, nuove regole

Si è tenuto ieri un incontro fra tutte le autorità di Phuket, per coordinare le azioni necessarie per seguire le decisioni prese dal governo centrale che ha ribadito che tutte le spiagge di Phuket devono essere libere da ogni tipo di attività commerciale, compresi i Jet-ski che hanno ricominciato ad operare dopo le azioni intraprese nei mesi precedenti.
L’incontro ha riunito la maggior parte delle autorità di Phuket a livello distrettuale e provinciale, ed è stata presieduta congiuntamente dal Comandante della Polizia, del Royal Thai Navy della Provincia e dal Vice-Governatore.
“Due spiagge – Nai Yang e Kamala – devono ancora essere ripulite completamente a causa di battaglie giudiziarie intraprese dai gestori delle attività sotto tiro per evitare lo smantellamento delle loro strutture, ha spiegato il Vice Governatore.
“Tuttavia, ha detto, gli operatori del settore non sono autorizzati a tornare sulla spiaggia. Non ci sono eccezioni, neanche fra gli operatori dei Jet-ski.”
“I Jet-ski non sono autorizzati a parcheggiare sulla spiaggia. Gli operatori li possono parcheggiare su un terreno privato e se fosse necessario, organizzeremo per loro regole che prevedano percorsi per l’ingresso e di uscita dei Jet-ski e anche limiti di tempo per operare. L’Ufficio Marine Phuket avrà questa responsabilità per determinare la zona di stazionamento, i tempi e la sicurezza.
“Le spiagge devono essere liberi da imprese private, perché sono terreni pubblici. Per quanto riguarda i piccoli operatori che potrebbero essere stati colpiti dall’operazione spiaggia pulita voluta dai militari al governo, stiamo già collaborando con i funzionari e con gli operatori privati per aiutarli a ricollocarsi.
“Per quanto riguarda gli operatori del settore che stanno ancora oggi mettendo grandi cuscini sulla spiaggia di Surin Beach, andrò io a parlare personalmente con loro e a sottolineare che non è consentito farlo, se non nelle loro aree private.
Il Comandante della Polizia, Gen Pachara, ha sottolineato anche, che i taxi con la banda nera debbono “scomparire” dall’isola.
“Io mi occuperò personalmente di affrontare questo problema e tutti i taxi illegali saranno presto un ricordo. Siamo anche alla ricerca di luoghi per creare alcune stazioni di autobus che siano adeguati per il trasporto pubblico.”
Il Vice Governatore si è mostrato fiducioso nel fatto che le spiagge e la manodopera necessaria per garantirne la sicurezza, saranno pronti per l’alta stagione.
“Abbiamo già fatto tornare le spiagge di tutta Phuket al loro stato naturale e siamo pronti ad accogliere i turisti per la prossima stagione,” ha detto.
“Ci sono già, squadre di addetti alla sicurezza, in piedi accanto ai turisti, per aiutarli in caso di eventuali incidenti, sia in acqua che a terra.”
“Noi continueremo a modificare il paesaggio in ogni spiaggia e a svolgere attività come piantare alberi e organizzare la raccolta dei rifiuti, come abbiamo fatto finora.
“La cosa più importante è che noi stiamo attuando campagne di sensibilizzazione con i leader delle comunità, al fine di convincere le popolazioni locali ad amare le spiagge concretamente, in quanto queste persone sono l’elemento più importante per mantenere la loro condizione.”

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Crudeltà sugli animali

La crudeltà sugli animali

Anche la Thailandia si adegua alle leggi sul maltrattamento e la crudeltà sugli animali, ormai in uso in moltissime nazioni mondiali, Italia compresa.
L’Assemblea legislativa nazionale (NLA), come viene riportato dal Bangkok Post, sta deliberando una legge sul benessere degli animali che cerca di sanzionare il comportamento di coloro che maltrattano i loro animali domestici. È il primo atto legislativo del Paese del sud-est asiatico, che cerca di imporre sanzioni sulle persone che trascurano, torturano, maltrattano o usano crudeltà sugli animali.
Il disegno di legge, approvato in prima istanza con 200 voti a favore e tre astensioni, è ormai entrato nella fase successiva in attesa dell’approvazione finale.
Quindici membri del NLA sono stati infatti nominati dall’assemblea per esaminare, nei prossimi 30 giorni, il provvedimento di legge.
Un Membro del NLA, Monthian Boonthan ha dichiarato che l’approvazione di questa legge che sanziona la crudeltà sugli animali, dovrebbe ridurre il numero di cani e gatti randagi e rendere le persone più responsabili nei confronti dei loro animali da compagnia.
I legislatori, discutendo il disegno di legge, hanno esortato la Bangkok Metropolitan Administration, l’organo amministrativo che governa la capitale, ad assumere un ruolo più attivo nel ridurre la crudeltà sugli animali, sostenendo che i residenti della “città degli angeli”, si trovano ad affrontare diversi problemi dovuti agli animali randagi abbandonati dai proprietari.
Il progetto di legge sul benessere degli animali comprende sia gli animali domestici, così come gli animali di allevamento a scopo alimentare e quelli sfruttati per l’intrattenimento o per qualsiasi altro scopo. Non sono inclusi in questo provvedimento, le crudeltà sugli animali selvatici, comportamento che è regolamentato da un’altra legge separata.
Il disegno di legge definisce come “crudeltà” sugli animali”, qualsiasi azione o mancanza di azione che ne provochi una sofferenza, l’invalidità, oppure la morte. I proprietari sono obbligati anche a fornire ai loro animali domestici, cure adeguate per il loro benessere.
Coloro che non riescono a farlo, saranno soggetti ad una pena detentiva fino a un anno e/o ad una sanzione amministrativa comunque non superiore ai 20.000 baht.
In base alla legge, i funzionari di polizia, sono autorizzati ad indagare sia nelle case o nelle aziende private, quando ricevono una denuncia di crudeltà sugli animali.
Il progetto di legge stabilisce inoltre che è opportuno istituire un comitato specifico di alto livello che si occuperà di evitare le crudeltà sugli animali e di promuoverne il benessere. Il comitato dovrà essere presieduto dal segretario permanente del ministero dell’Agricoltura, assieme ai membri che rappresentano le agenzie competenti sul tema.
Il disegno di legge prevede diverse esenzioni per quello che viene definita come “la crudeltà sugli animali”. Non sono ritenuti crudeli, gli atti che includono la macellazione di animali da allevamento per la carne, oppure l’abbattimento degli animali per circoscrivere le malattie o per riti religiosi. Il disegno di legge infatti, prevede espressamente che gli animali che sono molto malati, o che possono costituire un pericolo per l’uomo, possono essere abbattuti.

Progetti per Phuket

Progetti per Phuket

Si è svolto ieri, l’incontro fra il governatore di Phuket ed il nuovo Ministro dei Trasporti per fare il punto sui previsti progetti per Phuket, sulla situazione attuale delle infrastrutture locali e preparare la scaletta delle previste prossime opere pubbliche per cercare di risolvere il problema del traffico stradale sull’isola, cresciuto a dismisura negli ultimi anni.
Il nuovo ministro dei Trasporti ha promesso di sostenere i previsti progetti per Phuket per risolvere i problemi del traffico, ma ha sottolineato che i progetti per Phuket, non devono influenzare negativamente il paesaggio, devono essere rispettosi dell’ambiente, e devono essere progettati principalmente per il beneficio della popolazione locale.
Il Dr Prajin Juntong, che è stato nominato ministro meno di un mese fa, è arrivato a Phuket il 28 settembre con il segretario permanente del ministero e altri alti funzionari per conoscere tutti i progetti per Phuket proposti, al fine di trovare soluzioni condivise ed esaminare i bilanci consultivi.
Nella riunione, svoltasi negli uffici Aerothai, presso l’aeroporto, sono stati identificati 12 punti dell’isola come punti critici aventi problemi di traffico.
I più noti sono, l’intersezione al monumento delle Eroine, l’intersezione al Tesco-Lotus e al Central di Phuket Town e la rotonda di Chalong più diversi altri incroci nei pressi di scuole e Università.
Il Governatore Maitri Inthusut ha spiegato al ministro quale sia il problema più grande: “Abbiamo un solo percorso, la Thepkrasattri Rd, che collega l’aeroporto con il resto di Phuket. Questo provoca problemi di traffico per le persone che vogliono raggiungere le attrazioni turistiche dell’isola.”
Il Gov Maitri ha riferito al Ministro, che il sottopassaggio nei pressi della Scuola Darasamut, si concluderà il 5 marzo del prossimo anno e tre mesi dopo, sarà la volta dei sottopassi al Tesco-Lotus Sam Kong, completando una parte dei progetti per Phuket previsti.
“Il Bangkhu (all’estremità nord della circonvallazione) e sottopasso a Chalong sono ora in fase di studio per i dettagli e per l’ impatto ambientale ed è previsto che il budget per queste opere sia da richiedere nel corso dell’anno fiscale 2016-17. Quando tutti i sottopassi previsti saranno completati, il traffico scorrerà molto meglio ” ha affermato.
“Sto anche cercando di creare altre vie come alternative per gli utenti della strada, utilizzando anche strade rurali, come la Strada sopraelevata Klong Koh Pee, attualmente in costruzione e completata per il 30%, e la strada interna che porta dal Museo minerario di Phuket a Phra Kaew Phuket Rd,” ha detto il governatore.
Nel corso della stesso incontro, Aiyanut Tinapai, governatore dell’Autorità Expressway della Thailandia (EXAT), ha riferito in riunione sul progetto del Tunnel Patong che dovrebbe collegare Kathu a Patong evitando così le pericolose curve della collina che separa le due località.
“Abbiamo studiato il progetto di fattibilità del tunnel per due anni e presenteremo la nostra valutazione di impatto ambientale all’Ufficio delle Risorse Naturali e la politica ambientale nel mese di ottobre. Ci aspettiamo che il tunnel possa essere completato e aperto al pubblico nel 2020.
“L’opera contribuirà a ridurre il numero di incidenti sulla pericolosa collina e fornirà un percorso di evacuazione rapida in caso di calamità”, ha aggiunto.
Il Ministro Prajin ha dichiarato che: “Questo progetto ha bisogno di ottenere la partecipazione e l’accordo da parte degli abitanti dei villaggi locali.”
Il ministro ha poi riservato una nota, in relazione al progetto di metropolitana leggera, uno dei più ambiziosi fra i previsti progetti per Phuket, piano che prevede un tempo di percorrenza di soli 30 minuti dall’aeroporto a Rawai.
“Per favore, cercate di limitare la velocità del treno,” ha detto il ministro, “e riconsiderate dove dovrebbero essere le stazioni. Dovremmo evitare di avere stazioni che lascerebbero qualcuno in strada a piedi; ogni stazione dovrebbe essere ad almeno 50-100 metri da una qualsiasi attrazione turistica. Se le stazioni si trovassero in una zona affollata di persone, questo potrebbe causare un problema in futuro.
“Vi prego di pensare anche a come verranno costruite le linee elettriche per la prevista metropolitana leggera. I cavi non devono oscurare il bellissimo paesaggio, patrimonio di Phuket.
La metropolitana leggera può apparire bella nel rendering grafico, ma meno bella nella realtà se si tiene conto dell’ impatto ambientale che andrà a coprire.
“Voi tutti dovreste ascoltare quello che gli abitanti locali vogliono nel pensare ai nuovi progetti per Phuket, perché gli abitanti hanno speso tutta la loro vita in questo luogo. La costruzione di Mega-malls o di edifici “civili” non possono sostituire la bellezza della natura. Perché è così che la maggior parte delle persone visualizzano Phuket. Per quanto riguarda i centri commerciali, io penso che la loro costruzione a Bangkok o nelle grandi città sia sufficiente “, ha spiegato.
L’Assemblea ha inoltre esaminato altre opzioni di trasporto, nell’ottica dei nuovi progetti per Phuket previsti, come il servizio di traghetti che collegano l’aeroporto di Phuket con Patong e l’estensione del sistema ferroviario principale della Thailandia a Tha Nun in Phang Nga, in modo da offrire una alternativa alla costruzione del previsto sistema di metropolitana leggera di Phuket.
L’ex deputato per Phuket, Rewat Areerob, ha osservato che il sistema di metropolitana leggera potrebbe “essere anche un bene per il trasporto di materiali da costruzione di Phang Nga, il che potrebbe ridurre il numero di camion e mezzi pesanti che causano danni alle strade di Phuket.
Il Governatore ha chiesto al ministro “La prego di sostenerci con un finanziamento immediato nel bilancio 2015-16 per il sottopasso Bang Khu ed un altro per il bilancio 2016-17 per realizzare il sottopasso a Chalong, perché stiamo affrontando ogni giorno, problematiche pesanti relativi al traffico nell’area.”
Il Ministro Prajin ha concluso la riunione su una nota di prudente cautela.
“Ci sono un sacco di interessanti progetti per Phuket, in grado di fornire opzioni per la popolazione locale e i turisti. Ma si dovrebbero prendere in considerazione altri fattori, quali l’energia, l’ambiente e l’opinione pubblica.
“L’ambiente è molto importante, si prega di pensare soprattutto a non stravolgerne l’equilibrio. Costruire una strada potrebbe non essere la giusta risposta per ogni problematica.
“Si dovrebbero trovare altre soluzioni ai problemi, avere un piano di sostegno di back-up e di modi alternativi per sostenere l’ambiente e il turismo.
“Per favore non dimenticate che il vostro punto di forza a Phuket è l’ambiente. Non fate dell’isola una metropoli moderna perché è in quel modo che si distrugge la bellezza naturale del vostro luogo.”
Egli ha anche esortato i funzionari a pensare al modo di evitare la paralisi del traffico mentre tutti questi progetti per Phuket saranno in costruzione.
“Cercherò durante il mio mandato, di sostenere i progetti per migliorare le strutture di trasporto e per agevolare il traffico in grandi città, come Phuket, Chiang Mai, Nakhon Ratchassima e Khon Kaen. Passerò queste richieste a una persona che può prendere decisioni in merito”, ha concluso il neo Ministro dei Trasporti.
L’incontro è stato seguito da un tour nei luoghi dei vari progetti per Phuket proposti nella riunione, tra cui la famigerata rotonda di Chalong, dove i residenti, che vorrebbero vedere risolti gli ingorghi che vi si formano, erano già in attesa del suo arrivo, con mazzi di fiori e striscioni, ringraziandolo in anticipo per il suo possibile aiuto.

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Droghe in Thailandia

Droghe in Thailandia.

La diffusione delle droghe in Thailandia è un noto problema che affligge il Paese da molto tempo. La Thailandia è infatti uno dei Paesi del “Triangolo d’oro”, oltre a Laos, Birmania e in parte anche il Vietnam, una famosa area di produzione mondiale di oppio. In verità il “Triangolo d’oro” è stato a lungo il principale luogo di produzione dell’oppio poi smerciato in tutto il mondo, superato solo negli ultimi anni dall’Afghanistan che sotto il controllo americano degli ultimi 10 anni, ha raddoppiato il quantitativo di papavero da oppio lì coltivato e prodotto.
Durante il governo di Thaksin Shinawatra, il magnate di Chiang Mai oggi in esilio e la cui sorella era diventata Primo Ministro prima dell’ultimo colpo di Stato militare del 22 maggio scorso, sono stati condannati a morte circa 2000 trafficanti di sostanze stupefacenti in quanto la lotta alla droghe in Thailandia era uno dei punti fermi del suo programma elettorale.
Ricordiamo ai lettori che le infrazioni alla legge sugli stupefacenti, fra le più severe al mondo, sono punite già a partire da una quantità minima di qualsiasi tipo di droga, con pene privative di libertà (fino all’ergastolo), mentre per casi particolarmente gravi è prevista anche la pena capitale.
Non stupisce più di tanto quindi, la notizia che è stato istituito proprio in questi giorni a Bangkok, un centro permanente anti-droga al fine di coordinare tutte le azioni che si svilupperanno tra i paesi appartenenti all’ ASEAN, rivolte alla lotta contro la creazione e diffusione delle droghe in Thailandia e in tutti gli altri Paesi aderenti. 
Si tratta di un progetto facente parte del più ampio numero di obiettivi del Gruppo dei Paesi ASEAN per il contrasto alla diffusione di qualsiasi sostanza psicotropa all’interno dell’area del mercato comune interno, per compattare e armonizzare gli interventi di ogni singolo Stato, in vista dell’entrata in vigore nel 2015, degli accordi già sottoscritti fra i Paesi membri.
Esponenti ufficiali di rango provenienti dai 10 Paesi Membri ASEAN unitamente ad esponenti dei Paesi privilegiati nelle trattative commerciali, quali Cina, Giappone e Corea del Sud, hanno partecipato ad un incontro di lavoro con gli esponenti ufficiali dei più alti in grado ed esperti in materia di lotta alle droghe in Thailandia.
Il meeting è stato presieduto dal Ministro per la Giustizia il Generale Paiboon Koomchaya, il quale è anche Capo dell’Ufficio Affari Legali del Consiglio Nazionale per la Pace e l’Ordine NCPO. Paiboon ha affermato ieri che l’ASEAN-Narco è stato ideato proprio per migliorare lo scambio di informazioni tra tutte le varie autorità regionali che operano nel settore del contrasto alle droghe in modo migliore e più veloce. Ed ha aggiunto: «La Comunità Economica ASEAN avrà inizio nel 2015, così tutti i Paesi Membri hanno bisogno di cooperare tutti insieme per lottare contro i traffici di droghe. In Thailandia esiste la situazione peggiore per quel che concerne lo stato della distribuzione delle droghe, poiché il “Paese del sorriso”è utilizzato come punto di transito dagli spacciatori».
Con l’istituzione definitiva della Comunità Economica ASEAN per i cittadini degli Stati Membri sarà più facile muoversi all’interno dell’area unificata e il problema delle droghe in Thailandia rischia di accentuarsi. Secondo Paiboon alcune minoranze presenti nel territorio del Myanmar producono la gran parte dei narcotici che vengono poi smerciati in Thailandia, aggiungendo che ha intenzione di incoraggiare ulteriormente il Primo Ministro in carica, ad approfondire la materia con i leader del Myanmar durante il suo previsto viaggio in quella Nazione.
Il consumo delle droghe in Thailandia, è orientato specialmente alle metanfetamine, nelle sue varie forme, in pastiglie conosciute come Yaba e in cristalli conosciuti col nome di Ice (ghiaccio). Questa droga ha raggiunto grande notorietà poiché è economica e facile da produrre. infatti i materiali sono facilmente reperibili e spesso legali. Sono droghe popolari, specie nelle aree rurali, che vengono consumate per sopportare meglio le pesanti condizioni lavorative a cui sono soggetti gli abitanti. Il quantitativo di droghe in Thailandia è molto superiore a quello effettivamente consumato nel Paese, perché la Thailandia viene utilizzata come punto di transito per lo spaccio e la distribuzione verso altri Paesi vicini, come la Cina, il Giappone, la Corea del Sud e l’Australia.